MODELLO 770/2018

Generazione dati Gestione Quadri Stampe di controllo
Invio telematico Esportazione dati Importazione dati


Settembre 2018
(acred702)
MODELLO 770/2018 – ESPORTAZIONE / IMPORTAZIONE

E’ possibile esportare i dati del modello 770 verso altri software fiscali (procedura ‘770/2018: Esportazione Dati’), oppure importare gli stessi dati da altri software fiscali (procedura ‘770/2018: Importazione Dati’).

Modello 770/2018 – Esportazione dati

La procedura genera un file conforme alle specifiche ministeriali, che può essere utilizzato per trasferire i dati del modello 770/2018 verso altri software.

Sul file di esportazione, tutti gli importi risultano espressi in Euro, con l’indicazione dei centesimi e della virgola esplicita, secondo le modalità previste nelle specifiche ministeriali.
E’ opportuno leggere la documentazione in linea (entrare sulla procedura e cliccare su ‘Help’), nella quale sono indicati anche degli esempi di lancio della procedura.
Il file da esportare si trova nell’elenco delle stampe prodotte, con il nome ‘770-esportazione.txt’.

Modello 770/2018 – Importazione dati

E’ possibile importare i dati del modello 770/2018 da altri software, tramite la procedura ‘Importazione dati mod. 770’.
Ricordiamo che la procedura per l’importazione del modello 770 si trova sul menù Amministratore dello Studio → menù Importazione dati Modello 770.

L’importazione può essere effettuata utilizzando il file per l’invio telematico prodotto da un qualsiasi software.
Il file in questione deve essere conforme alle specifiche ministeriali relative al modello 770/2018. Occorre sottolineare che la verifica della conformità del file e dei dati in esso contenuti rimane a carico dell’Utente.
Precisiamo che, sul file di importazione, gli importi devono essere espressi in Euro, con l’indicazione dei centesimi e della virgola esplicita, come previsto dalle specifiche ministeriali.

E’ possibile importare i prospetti relativi alle ritenute ed ai versamenti (ST / SV): su tali prospetti, i tributi importati vanno ad aggiungersi a quelli eventualmente già presenti (inseriti manualmente o trasferiti dagli archivi Paghe).
Relativamente ai quadri ST / SV, sono disponibili le opzioni che consentono di importare soltanto i tributi relativi al lavoro dipendente, al lavoro autonomo e ad altri redditi. Per ciascuna tipologia di tributo, è possibile effettuare l’importazione conservando oppure cancellando eventuali tributi già importati in precedenza (vedi paragrafi successivi).

Ricordiamo che è possibile (ma generalmente sconsigliato), importare anche il Frontespizio ed il prospetto SX, abilitando le corrispondenti opzioni sulla procedura di importazione: su tali quadri, i dati presenti prima dell’importazione vengono interamente sovrascritti con i dati presenti sul file di importazione.
Inoltre, è possibile importare i quadri SS / SY e l’eventuale Dichiarazione Integrativa.

Per quanto riguarda i prospetti ST / SV, ricordiamo che è possibile effettuare un’importazione su dichiarazioni che risultano parzialmente compilate: ad esempio, è possibile importare i tributi relativi al lavoro autonomo su una dichiarazione compilata per i soli tributi relativi al lavoro dipendente. E’ anche possibile effettuare più importazioni successive, decidendo se i tributi da importare devono andare in sostituzione (opzione ‘Importa cancellando i dati già importati’) oppure in aggiunta (opzione ‘Importa conservando i dati già importati’), rispetto a quelli precedentemente importati. Precisiamo che, in caso di “aggiunta”, si ottiene l’inserimento di ulteriori tributi (non è prevista alcuna operazione di “somma” dei valori importati rispetto a quelli già presenti).

Occorre tenere presente che i dati importati NON possono essere annullati in modo massivo: se si presentano dei problemi, diventa necessario intervenire manualmente per eliminare o rettificare i dati importati. Sui servizi del modello 770, vengono segnalati i dati derivanti da un’eventuale importazione (compare la sigla ‘Importato’).

ATTENZIONE: Il file di importazione deve essere trasferito sulla procedura Paghe, per poter eseguire la procedura di importazione descritta nei paragrafi precedenti.

L’operazione di trasferimento del file viene effettuata dal menù Amministratore dello Studio → menù Importazione dati Modello 770. Su tale menù, è disponibile il servizio Trasmissione file per importazione 770, da utilizzare per trasferire il file sulla procedura Paghe: occorre entrare nel servizio e cliccare prima su ‘Acquisire file dalle Risorse del Computer’ e poi su ‘Sfoglia’, quindi selezionare il file e confermare il trasferimento.

Il file di importazione, una volta trasferito sulla procedura Paghe, è visibile sul servizio di gestione delle stampe, con il nome ‘770-importazione.txt’. Occorre quindi lanciare la procedura ‘Importazione dati mod. 770’, secondo le modalità sopra descritte, per importare effettivamente i dati sui servizi del modello 770.

Agosto 2018
(acred700)
MODELLO 770/2018 – STAMPA E INVIO TELEMATICO

E’ possibile produrre sia la stampa che il file per l’invio telematico del modello 770/2018.
Sul menù ‘Gestione Modello 770/2018’ occorre compilare le informazioni previste sul servizio ‘Frontespizio’, dopodiché è possibile lanciare la procedura ‘770/2018: Stampa e Invio Telematico’.
Segnaliamo che le procedure di esportazione ed importazione dei dati saranno rilasciate con un successivo aggiornamento.

Frontespizio

Quando la dichiarazione risulta interamente compilata, occorre barrare la casella ‘Modello Definitivo’.
In tal modo, la dichiarazione viene protetta da rigenerazioni accidentali (ad esempio tramite la procedura ‘Generazione da archivi Paghe’); rimane comunque possibile continuare ad operare manualmente sui servizi del 770.

Per quanto riguarda la compilazione dei nuovi campi previsti sul Frontespizio del modello 770/2018, fare riferimento alla documentazione dell’aggiornamento Acred690 del 12/06/2018.

In particolare, ricordiamo che quest’anno è stato introdotto il campo Tipologia Invio, che deve essere obbligatoriamente compilato selezionando una delle due possibilità previste: ‘1- Gestione Unificata’ oppure ‘2- Gestione Separata’: la scelta deve tenere conto, oltre dei quadri relativi ai redditi da lavoro dipendente e da lavoro autonomo, anche di eventuali quadri relativi ai redditi di capitale (tenendo presente che non è prevista la gestione di tali quadri).

Inoltre, ricordiamo che quest’anno occorre barrare le caselle relative ai ‘Quadri Compilati’ ed alle ‘Ritenute Operate’: la procedura ‘Generazione da archivi Paghe’ (aggiornamento Acred690) barra automaticamente le caselle relative ai redditi da lavoro dipendente; se necessario, quindi, le altre caselle devono essere barrate dall’Utente.

In caso di ‘Gestione Separata’, occorre indicare i codici fiscali dei soggetti che inviano le parti rimanenti del modello, barrando, per ciascun soggetto, i quadri inviati e le tipologie di ritenute gestite.
A questo riguardo, confermiamo quanto anticipato nell’aggiornamento Acred690: per il sostituto d’imposta non è possibile effettuare invii separati “per conto proprio” (senza un intermediario), in quanto il codice fiscale del soggetto che invia la parte rimanente del modello non può coincidere con il codice fiscale dello stesso sostituto. Non ci sono limitazioni, invece, nel caso in cui sia lo stesso intermediario ad effettuare invii separati per conto di un sostituto.

Per effettuare l’invio telematico delle dichiarazioni, è necessario compilare la sezione ‘Presentazione Telematica’.
In generale, occorre compilare i seguenti campi (non tutti obbligatori):

  • Invio per conto proprio’, soltanto in caso di invio effettuato direttamente dal sostituto d’imposta, oppure invio della dichiarazione relativa allo stesso soggetto che figura come intermediario.
  • Codice fiscale intermediario’, selezionandolo dalla finestra (riporta anche l’eventuale iscrizione albo CAF).
  • Impegno a presentare in via telematica la dichiarazione’, scegliendo tra la condizione di ‘Dichiarazione predisposta dal contribuente’ e ‘Dichiarazione predisposta da chi effettua l’invio’ (intermediario).
  • Ricezione avviso telematico’, soltanto nel caso in cui l’intermediario intenda ricevere direttamente gli avvisi telematici, per conto del sostituto d’imposta; ricordiamo che tale condizione deve essere convalidata tramite la casella ‘Invio telematico all’intermediario’, presente nella sezione ‘Firma della Dichiarazione’.
  • Data impegno’, data dell’impegno sottoscritto dall’intermediario.

Ricordiamo che la finestra per la scelta dell’intermediario consente di inserire o modificare alcune informazioni relative agli intermediari stessi (casella ‘Gestione’ all’interno della finestra). I dati anagrafici dell’intermediario che effettua l’invio (“fornitore”) devono essere presenti anche nell’archivio Paghe, sul servizio ‘Ditta – Anagrafico’.

Nella sezione ‘Firma della Dichiarazione’ è possibile indicare i soggetti preposti alla revisione contabile (dove prevista).

Nella sezione relativa alla firma della dichiarazione, è presente anche la casella ‘Invio avviso telematico all’intermediario’, tramite la quale è possibile confermare la richiesta di invio degli avvisi telematici all’intermediario (se impostata nella sezione ‘Presentazione Telematica’).

Ricordiamo che, sul servizio del Frontespizio, sono stati previsti i seguenti controlli bloccanti:

  • in presenza del codice fiscale dell’intermediario, devono essere obbligatoriamente compilati l’impegno ad inviare la dichiarazione predisposta dal contribuente oppure dall’intermediario e la data dell’impegno;
  • se risulta barrata la casella ‘Ricezione avviso telematico’ (sezione Presentazione Telematica), deve risultare barrata anche la casella ‘Invio avviso telematico all’intermediario’ (sezione Firma della Dichiarazione).

Il campo ‘Invio telematico con dati non conformi’, presente nella sezione ‘Tipo di Dichiarazione’, permette di confermare l’invio di una dichiarazione che presenta errori non bloccanti (si tratta di incoerenze rispetto a quanto indicato nelle specifiche ministeriali, segnalate dal programma di controllo con gravità ‘**’ oppure ‘***C’).

Se il sostituto non ha effettuato ritenute nell’anno di competenza, occorre compilare il campo ‘Casi di non trasmissione dei prospetti ST / SV / SX’, selezionando il codice dall’apposita finestra.

Il campo ‘Vistato per: Telematico generato / Esportazione effettuata’ è utilizzato dalle procedure di invio telematico e di esportazione dati, al fine di escludere le dichiarazioni già trattate in precedenza. Nel lancio delle suddette procedure è possibile selezionare le sole dichiarazioni non vistate; inoltre, le dichiarazioni selezionate possono essere vistate dalle stesse procedure, in modo che vengano escluse dai lanci successivi.

Occorre tenere presente che i dati anagrafici del dichiarante vengono visualizzati leggendo la versione anagrafica valida alla data di scadenza per l’invio della dichiarazione (31/10/2018). Il dichiarante, tuttavia, deve risultare presente anche rispetto all’anno di competenza della dichiarazione (deve esistere almeno una versione valida al 31/12/2017).
L’eventuale sostituto d’imposta “estinto”, se indicato nell’apposita finestra del Frontespizio (e riportato in corrispondenza dei quadri interessati), viene visualizzato leggendo la versione valida al 31/12/2017.
Il dichiarante (ed anche l’eventuale sostituto “estinto”) devono risultare presenti sui servizi ‘Ditta – Anagrafico’ e ‘Ditta – Azienda’. Per quanto riguarda il rappresentante legale, è sufficiente che sia presente su ‘Ditta – Anagrafico’.

Il Rappresentante Legale è stato riportato sul servizio Frontespizio secondo i criteri descritti nell’aggiornamento Acred690 del 12/06/2018. Ricordiamo che, in caso di necessità, sul Frontespizio del 770 è possibile indicare un rappresentante legale diverso da quello riportato sulla CU: a tale scopo, utilizzare il campo ‘Rappresentante legale per il 770’.
Sul modello 770, per il rappresentante legale è prevista l’indicazione del Codice Carica e della Data Carica.

Stampa e invio telematico

La procedura genera il file ‘770-telematico.txt’, da utilizzare per l’invio telematico della dichiarazione.
Viene prodotto un elenco dei sostituti trattati (‘770-ELENCO-TELEMATICO’).

La procedura genera anche la stampa del modello: impostando l’opzione ‘S’ nel campo Opzione Stampa Modelli, viene prodotto il modello completo per singola ditta, in formato pdf (‘MOD770-TUTTO-CodiceDitta.pdf’). Viene generato anche un elenco dei quadri riportati sulla stampa del modello (‘770-ELENCO-STAMPE’).

Ricordiamo che, al lancio della procedura, possono essere selezionate le ditte relative ad una singola zona.
Da quest’anno è anche possibile selezionare le sole ditte abbinate all’utente che lancia la procedura: a tale scopo, il campo relativo alla selezione della zona è stato rinominato ‘Zona / Utente’ e, nella relativa finestra, è stata aggiunta la casella ‘Seleziona le sole ditte attribuite all’Utente’ (la modalità di selezione della zona è rimasta invariata).
Ricordiamo che la zona viene rilevata dal servizio ‘Ditta – Azienda’, nella versione in vigore al 31/12 dell’anno di competenza. L’utente abbinato alla ditta viene invece rilevato dal servizio ‘Ditta – Abilitazione’ (se risulta attivo e compilato il campo ‘Utente per elaborazione’), sempre nella versione valida al 31/12 dell’anno di competenza.

Ricordiamo, inoltre, che è possibile effettuare l’archiviazione automatica dei modelli prodotti, abbinandoli alle singole aziende gestite; tale funzionalità è utilizzabile solo se si è abilitati al servizio di Archiviazione Documentale.
Per ottenere l’archiviazione automatica dei modelli 770, è sufficiente selezionare l’opzione ‘W’ nel campo Opzione Stampa Modelli: in tal modo, la stampa del modello viene generata secondo lo stesso criterio previsto per l’opzione ‘S’ (modello completo suddiviso per ditta) ed i singoli modelli prodotti vengono automaticamente archiviati. Nel caso in cui l’operazione di archiviazione venga ripetuta (per uno stesso sostituto), il nuovo modello viene archiviato in aggiunta a quello precedente: se si intende annullare il precedente modello, occorre barrare l’apposita casella nel campo ‘Opzioni di archiviazione’.

Per effettuare l’archiviazione dei modelli 770, occorre selezionare il Soggetto Autorizzato, attraverso l’apposita finestra (si tratta della stessa scelta presentata per l’archiviazione della CU). Precisiamo che non occorre compilare il campo relativo al Soggetto Autorizzato, se non si effettua l’archiviazione dei modelli 770.

Come negli anni precedenti, è anche possibile generare la stampa riportando in un unico file tutte le denunce previste (‘MOD770.TUTTO’): a tale scopo, è sufficiente selezionare l’opzione ‘X’ nel campo Opzione Stampa Modelli; vengono generate, a scopo di controllo, anche le stampe dei singoli quadri (‘MOD770.QUADRO’). In questo caso, le stampe possono essere convertite in pdf tramite il servizio di gestione delle stampe (selezionare formato ‘Modello 770’).

Ricordiamo che le fasi di stampa e di conversione in pdf richiedono un certo tempo, proporzionale al numero di pagine da stampare. Di conseguenza, nel caso in cui non si abbia necessità di generare la stampa del modello, è possibile escludere tali operazioni: a tale scopo, occorre selezionare l’opzione ‘N’ nel campo Opzione Stampa Modelli.

Ricordiamo inoltre che, ad ogni lancio della procedura di stampa ed invio telematico, vengono cancellate sia le stampe che il file telematico generati tramite il lancio precedente, indipendentemente dalle opzioni scelte: è quindi opportuno effettuare il download delle stampe e del file telematico, prima di lanciare nuovamente la procedura.

E’ necessario leggere la documentazione in linea (entrare nella procedura e cliccare su ‘Help’), sulla quale sono riportati alcuni esempi di lancio della procedura, oltre alla descrizione delle stampe prodotte.

Al lancio della procedura, se il soggetto che effettua l’invio (“fornitore”) è un intermediario, occorre indicare ‘10’ nel campo ‘Tipo fornitore’ e compilare il campo ‘Codice fiscale fornitore’. In tal modo, vengono selezionati i soli modelli 770 ai quali è stato attribuito lo stesso intermediario (sezione ‘Presentazione Telematica’ del servizio ‘Frontespizio’ ).
Per generare l’eventuale modello 770 relativo allo stesso soggetto che effettua l’invio, occorre indicare ‘01’ nel campo ‘Tipo fornitore’ e selezionare comunque il codice fiscale del fornitore (che corrisponderà al dichiarante). In questo caso, sul frontespizio della stessa dichiarazione dovrà essere barrata la casella ‘Invio per conto proprio’.

Facciamo presente che è possibile utilizzare la procedura di stampa ed invio telematico, a titolo di test, anche prima di aver inserito il codice fiscale dell’intermediario sulle dichiarazioni: in tal caso, sulla procedura non deve essere indicato il codice fiscale del fornitore (il file così generato non potrà essere utilizzato per effettuare l’invio effettivo).

La procedura di stampa ed invio telematico segnala la presenza di eventuali importi negativi, escludendo automaticamente i corrispondenti campi sia dal file telematico che dalla stampa del modello.

Sulla stampa del modello e sul file per l’invio telematico vengono riportati i dati anagrafici del dichiarante, leggendo la versione valida alla data di scadenza per l’invio del modello (31/10/2018). Il dichiarante, comunque, deve risultare presente anche rispetto alla data del 31/12/2017 (stesso criterio adottato per la gestione sul servizio del Frontespizio).
L’eventuale sostituto d’imposta “estinto”, se indicato sull’apposita finestra del Frontespizio e sui prospetti ST / SV / SY, viene riportato sulla stampa e sul file telematico, leggendo la versione valida rispetto al 31/12/2017.

Sulla stampa del modello è possibile riportare i nominativi dei soggetti firmatari negli spazi previsti per le firme: a tal fine, occorre barrare le caselle presenti nella finestra ‘Opzioni firme su modello’. L’opzione relativa alla firma del dichiarante ha effetto su tutte le dichiarazioni stampate; le altre opzioni hanno effetto sulle sole dichiarazioni per le quali risultano compilati i campi previsti (intermediario, incaricato del controllo contabile, responsabile visto di conformità) con i codici fiscali dei soggetti interessati. Se il soggetto interessato è una società, nello spazio della firma viene riportato il nominativo del rappresentante legale (anche per quanto riguarda l’intermediario ed i soggetti incaricati del controllo contabile). In generale, il rappresentante legale viene rilevato dal servizio ‘Azienda – Anagrafico’. Nel caso del sostituto d’imposta, invece, il rappresentante legale viene invece rilevato dal servizio ‘Frontespizio’.
Precisiamo che le opzioni relative alle firme hanno effetto esclusivamente sulla stampa, mentre non producono alcun effetto sul file telematico: su quest’ultimo, la presenza della “firma” viene indicata in base alla presenza dei codici fiscali nei campi previsti (dichiarante, intermediario, incaricato del controllo contabile, responsabile visto di conformità).

Ricordiamo che è disponibile un’opzione che consente di escludere, dal file telematico, l’indirizzo e-mail del sostituto (il dato è previsto nelle istruzioni ministeriali, tuttavia la sua assenza non risulta bloccante per l’invio).

Luglio 2018
(acred694)
MODELLO 770/2018 – MODIFICA CREDITO SX4 / SX32

Come segnalato nella nostra comunicazione del 28/06/2018, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato, in data 27 giugno, una variazione delle specifiche tecniche relative al modello 770/2018. A seguito di tale variazione, l’eventuale credito residuo derivante dai rimborsi di assistenza fiscale deve essere incluso nel credito residuo risultante dalla dichiarazione.

Ricordiamo che, nella documentazione dell’aggiornamento Acred690 del 12/06/2018, avevamo evidenziato una probabile incongruenza nelle istruzioni e nelle specifiche tecniche del modello 770/2018, in merito alle modalità di calcolo del credito risultante dalla stessa dichiarazione: il credito in questione, riportato al rigo SX4 colonna 4, non comprendeva l’eventuale credito residuo derivante dai rimborsi di assistenza fiscale, riportato al rigo SX2 (colonna 1 – colonna 2).

Con la variazione pubblicata dall’Agenzie delle Entrate in data 27/06/2018, l’incongruenza è stata risolta: secondo le nuove specifiche tecniche, il credito risultante dalla dichiarazione deve essere calcolato secondo la seguente formula:
SX4 col. 4 = SX1 (col. 1 + col. 2 + col. 3 + col. 4 – col. 5) + SX2 (col. 1 – col. 2) + SX4 (col. 1 – col. 2 + col. 3)

Nei casi in cui è presente un credito residuo sul rigo SX2, la suddetta modifica ha effetto anche sul rigo SX4 colonna 5 (credito da utilizzare in compensazione) e sul rigo SX32 colonna 2 (credito scaturito dalle ritenute di lavoro dipendente), entrambi calcolati sulla base del valore riportato sul rigo SX4 colonna 4.

Nel caso in cui il quadro SX venga generato (o rigenerato) successivamente al presente aggiornamento, il rigo SX4 ed il rigo SX32 saranno calcolati automaticamente come previsto dalle nuove specifiche tecniche, includendovi quindi anche l’eventuale credito residuo derivante dai rimborsi di assistenza fiscale.

Nel caso, invece, che già stati generati i dati, NON è necessario rigenerare il quadro SX: con il presente aggiornamento abbiamo predisposto un apposito programma di controllo, tramite il quale è possibile individuare i sostituti che presentano un credito residuo sul rigo SX2 e, nei casi interessati, ricalcolare automaticamente i righi SX4 e SX32.

Sulla procedura ‘770/2018: Stampe di controllo’ è disponibile il nuovo programma ‘CONSX770’, tramite il quale è possibile generare un elenco dei sostituti che presentano un credito residuo derivante dai rimborsi di assistenza fiscale.
Il credito residuo in questione corrisponde alla seguente differenza: rigo SX2 colonna 1 – colonna 2 (precisiamo che il sostituto viene riportato in stampa soltanto se tale differenza è maggiore di zero).
In presenza del suddetto credito residuo, il programma ‘CONSX770’ verifica che il credito risultante dalla dichiarazione, presente sul rigo SX4 colonna 4, includa il credito residuo riportato sul rigo SX2. Nel caso in cui tale condizione non sia soddisfatta, è possibile richiedere il ricalcolo automatico del rigo SX4 (colonne 4 e 5) e del rigo SX32 (colonna 2): a tale scopo, è sufficiente barrare l’apposita casella prevista al lancio del programma.

Con il presente aggiornamento, inoltre, è stato variato il calcolo automatico effettuato dal servizio relativo al quadro SX: adesso il rigo SX4 colonne 4 e 5 ed il rigo SX32 colonna 2 vengono calcolati includendo anche il credito residuo presente sul rigo SX2 (il ricalcolo viene effettuato modificando uno dei campi considerati nella determinazione del credito residuo).

Luglio 2018
(acred694)
MODELLO 770/2018 – IMPEGNO PRESENTAZIONE TELEMATICA

E’ possibile generare la stampa dell’impegno alla trasmissione telematica da parte dell’intermediario: a tale scopo, per il modello 770/2018, occorre selezionare il programma ‘STAIM717’, sulla procedura ‘770/2018: Stampe di Controllo’.

Ricordiamo che, per generare la stampa dell’impegno, sul servizio ‘Frontespizio’ devono risultare compilate le informazioni necessarie: codice fiscale dell’intermediario, impegno a presentare la dichiarazione predisposta dal contribuente oppure predisposta da chi effettua l’invio (ossia dall’intermediario) e data dell’impegno.
Quest’anno, inoltre, è obbligatoria la scelta della tipologia di invio: “gestione unificata” oppure “gestione separata”, con l’indicazione dei tipi di reddito gestiti. In caso di “gestione unificata”, l’intera dichiarazione 770 (compresi eventuali dati relativi ai redditi di capitale) viene inviata da un unico soggetto. In caso di “gestione separata”, la dichiarazione viene inviata da diversi soggetti, fino ad un massimo di 3. Sempre in caso di “gestione separata”, occorre indicare il codice fiscale dei soggetti che inviano le parti rimanenti del modello (in merito alla “gestione separata”, vedere quanto indicato nell’aggiornamento Acred690 del 12/06/2018, al paragrafo ‘Gestione quadri – Frontespizio).

In caso di dichiarazione predisposta dall’intermediario, sulla stampa dell’impegno è prevista la scelta dei tipi di reddito che l’intermediario si assume l’impegno di gestire (lavoro dipendente / lavoro autonomo / redditi di capitale / locazioni brevi / altre ritenute). A tale riguardo, con l’opzione ‘Compila l’indicazione del tipo di reddito’ (proposta automaticamente al lancio del programma), vengono riportate in stampa le caselle corrispondenti ai diversi tipi di reddito previsti, barrando quelle che risultano abilitate sul Frontespizio.
Scegliendo invece l’opzione ‘Riporta l’indicazione del tipo di reddito’, sulla stampa vengono predisposte le caselle relative ai diversi tipi di reddito, senza tuttavia barrarle (dovranno essere barrate al momento della sottoscrizione).
Infine, se viene scelta l’opzione ‘Non riportare l’indicazione del tipo di reddito’, sulla stampa viene riportata un’indicazione generica dell’impegno da parte dell’intermediario, senza riferimento ai tipi di reddito gestiti.

Sempre tramite le opzioni ‘Compila l’indicazione del tipo di reddito’ o ‘Riporta l’indicazione del tipo di reddito’, viene riportata in stampa la scelta tra “gestione unificata” e “gestione separata”; per quest’ultima, inoltre, viene indicato il codice fiscale degli altri soggetti incaricati ed i relativi tipi di reddito gestiti.
In ogni caso, sulla stampa viene riportata anche la casella relativa alla condizione di dichiarazione predisposta dal sostituto, eventualmente già barrata se tale condizione risulta impostata sul Frontespizio.

Come già precisato nell’aggiornamento Acred690 del 12/06/2018, non è prevista la gestione dei quadri relativi ai redditi di capitale: se si devono gestire tali redditi, occorre impostare la “gestione separata”, oppure esportare i quadri relativi ai redditi da lavoro dipendente e/o da lavoro autonomo verso il software utilizzato per gestire la parte rimanente del modello.

Ricordiamo che è possibile ottenere l’archiviazione automatica della stampa prodotta, in formato PDF e suddivisa per ditta: a tale scopo, è sufficiente indicare il numero del ‘Soggetto Autorizzato’. Inoltre, tramite l’apposita opzione, è possibile annullare i modelli precedentemente archiviati in relazione allo stesso anno (in caso di rettifiche).
La funzionalità di archiviazione è disponibile solo per gli Utenti abilitati al servizio di Archiviazione Documentale.

Giugno 2018
(comunicazione
28/06/2018
)
MODELLO 770/2018 – QUADRO SX

Come indicato nella documentazione dell’aggiornamento Acred690 del 12/06/2018, le istruzioni e le specifiche tecniche relative al modello 770/2018 presentavano una (probabile) incongruenza in merito alle modalità di calcolo del credito residuo risultante dalla stessa dichiarazione, riportato sul rigo SX4 colonna 4.

Il credito in questione doveva essere calcolato secondo la seguente formula:
SX4 col. 4 = SX1 (col. 1 + col. 2 + col. 3 + col. 4 – col. 5) + SX4 (col. 1 – col. 2 + col. 3)

Restava quindi escluso l’eventuale credito residuo derivante dai rimborsi di assistenza fiscale, riportato al rigo SX2.

Nella documentazione dell’aggiornamento Acred690 abbiamo evidenziato il suddetto problema, precisando che, per il momento, la procedura di generazione dei dati ed il servizio per la gestione del quadro SX dovevano necessariamente allinearsi a quanto previsto dalle istruzioni e dalle specifiche tecniche ministeriali.

In data 27/06/2018, sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stata pubblicata una variazione delle specifiche tecniche relative al modello 770/2018. In base a tale variazione, il credito residuo risultante dalla dichiarazione (rigo SX4 colonna 4) deve comprendere anche l’eventuale credito residuo derivanti dai rimborsi di assistenza fiscale.

La formula di calcolo sopra indicata è stata quindi modificata come segue:
SX4 col. 4 = SX1 (col. 1 + col. 2 + col. 3 + col. 4 – col. 5) + SX2 (col. 1 – col.2) + SX4 (col. 1 – col. 2 + col. 3)

Con il prossimo aggiornamento (previsto entro la metà di luglio), rilasceremo le modifiche necessarie per recepire la suddetta variazione, relativamente alla procedura di generazione dei dati ed al servizio di gestione del quadro SX.

Nel caso in cui siano già stati generati i dati, anticipiamo che NON sarà necessario rigenerare il quadro SX, neppure sulle aziende che presentano un credito residuo derivante dai rimborsi di assistenza fiscale.
Per tali situazioni, metteremo a disposizione un programma di controllo che consentirà di individuare le aziende interessate dal credito residuo di assistenza fiscale: lo stesso programma ricalcolerà automaticamente la colonna 4 del rigo SX4 (e, di conseguenza, anche la colonna 5 del rigo SX4 e la colonna 2 del rigo SX32).

Precisiamo che, in attesa del suddetto aggiornamento, rimane quindi possibile continuare ad operare sui servizi e sulle procedure relative al modello 770/2018.

Giugno 2018
(acred690)
MODELLO 770/2018

E’ possibile gestire la dichiarazione Modello 770/2018, relativo all’anno di competenza 2017.

Come negli anni precedenti, è prevista la gestione dei quadri relativi alle ritenute sui redditi da lavoro dipendente e/o da lavoro autonomo (ex modello 770 Semplificato); non è invece prevista la gestione dei quadri relativi alle ritenute sui redditi di capitale (ex modello 770 Ordinario).

La dichiarazione consiste nei prospetti delle ritenute e dei versamenti (quadri ST / SV), nel riepilogo dei crediti e delle compensazioni (quadro SX), nel prospetto delle somme liquidate a seguito di pignoramenti e dei percipienti esteri privi di codice fiscale (quadro SY) e nella dichiarazione integrativa (quadro DI).
Inoltre, quest’anno è stato aggiunto il quadro SS, in quanto riepiloga le ritenute del quadro SY.

I servizi e le procedure per la gestione del Modello 770/2018, relativo all’anno di competenza 2017, si trovano sul menu PersonaleMenù Modello 770Gestione Modello 770/2018.

Ricordiamo che i dati relativi agli Intermediari sono già stati convertiti, dall’archivio dell’anno precedente, in occasione della CU/2018. Nella stessa fase è stato convertito anche il Frontespizio di entrambe le dichiarazioni (CU e 770).

Per gestire il modello 770/2018, occorre innanzitutto generare il prospetto dei versamenti effettuati (quadri ST / SV) ed il riepilogo dei crediti e delle compensazioni (quadro SX).
Ricordiamo che la generazione dei quadri ST / SV / SX viene effettuata rilevando i dati direttamente dall’Archivio Tributi, per quanto riguarda sia i versamenti riportati sui quadri ST / SV, sia i crediti riportati sul quadro SX.
Alcune particolari informazioni vengono rilevate dal modello 770 dell’anno precedente e dagli archivi Paghe.
I criteri adottati per la compilazione dei quadri ST / SV / SX sono descritti dettagliatamente su Modello 770/2018 - Generazione dati.

Per generare i quadri ST / SV / SX, occorre effettuare la seguente operazione:

➢ Lanciare la procedura ‘770/2018: Generazione da archivi Paghe’, indicando l’anno di competenza ‘2017’.

E’ necessario impostare le opzioni prevista sulla procedura:

  • Genera quadri ST–SV’: selezionare l’opzione Genera conservando tributi definitivi e importati (‘S’) per ottenere la generazione dei prospetti ST / SV, relativi ai versamenti. Ricordiamo che, tramite tale opzione, verrebbero conservati eventuali tributi aventi la condizione di ‘Definitivo’ o ‘Importato’, nel caso in cui la procedura venisse lanciata nuovamente dopo aver operato sui servizi del 770 (vedere paragrafo Gestione quadri - prospetti ST / SV).

  • Genera quadro SX’: per generare il quadro SX, è possibile selezionare l’opzione ‘S’ oppure ‘X’, a seconda del criterio che si vuole adottare per la compilazione della colonna 2 del rigo SX4.
    Ricordiamo che sulla colonna 1 del rigo SX4 viene riportato il credito residuo dell’anno precedente (2016), rilevandolo dal quadro SX del modello 770/2017. Sulla colonna 2 del rigo SX4, occorre indicare la parte del suddetto credito che è stata (o sarà) compensata entro la data di presentazione del modello 770/2018.
    Per compilare la colonna 2 del rigo SX4, è possibile adottare uno dei seguenti criteri:

    • Utilizzando l’opzione ‘S’, il credito residuo della dichiarazione 770/2017 viene considerato interamente compensato entro la data di presentazione del modello 770/2018: nella colonna 2 del rigo SX4 viene quindi riportato lo stesso valore presente sulla colonna 1. Occorrerà modificare la colonna 2 se tale credito non risulterà interamente compensato entro la data di presentazione del 770/2018.

    • Utilizzando l’opzione ‘X’, viene invece rilevata, dall’Archivio Tributi, la compensazione effettiva del credito residuo della dichiarazione 770/2017 (tributo ‘6781’ con anno di competenza 2016), risultante al momento della generazione dei dati dagli archivi Paghe. In questo caso, occorrerà modificare la colonna 2 se saranno effettuate ulteriori compensazioni del suddetto credito, successivamente alla generazione dei dati ed entro la data di presentazione del 770/2018.

    Precisiamo che il criterio adottato negli anni precedenti corrispondeva a quello previsto dall’opzione ‘S.

  • Includi lavoro autonomo’: indicare ‘N’ per escludere i tributi relativi al lavoro autonomo (sia a debito che a credito), oppure ‘S’ per considerare anche tali tributi. Quest’ultima opzione ha effetto soltanto se i tributi relativi al lavoro autonomo sono presenti sull’Archivio Tributi in corrispondenza del tipo procedura ‘PG’ (Paghe). Nel caso in cui venga inviata la dichiarazione relativa al solo lavoro dipendente, occorre indicare l’opzione ‘N’.

Viene prodotta la stampa ‘lis770.ST-SV-SX’, con l’elenco delle dichiarazioni trattate e dei quadri generati; è possibile che venga prodotta anche la stampa ‘err770.ST-SV-SX’, sulla quale sono riportate eventuali segnalazioni.

Ricordiamo che, al lancio della procedura, possono essere selezionate le ditte relative ad una singola zona.
Da quest’anno è anche possibile selezionare le sole ditte abbinate all’utente che lancia la procedura: a tale scopo, il campo relativo alla selezione della zona è stato rinominato ‘Zona / Utente’ e, nella relativa finestra, è stata aggiunta la casella ‘Seleziona le sole ditte attribuite all’Utente’ (la modalità di selezione della zona è rimasta invariata).
Ricordiamo che la zona viene rilevata dal servizio ‘Ditta – Azienda’, nella versione in vigore al 31/12 dell’anno di competenza. L’utente abbinato alla ditta viene invece rilevato dal servizio ‘Ditta – Abilitazione’ (se risulta attivo e compilato il campo ‘Utente per elaborazione’), sempre nella versione valida al 31/12 dell’anno di competenza.

Ricordiamo, inoltre, che la procedura ‘Generazione da archivi Paghe’ può essere lanciata più volte: ad ogni lancio vengono annullati i dati precedentemente generati in automatico o inseriti tramite i servizi del 770. Fanno eccezione soltanto gli eventuali tributi presenti sui prospetti ST / SV che risultano ‘Definitivi’ o ‘Importati’ (vedere paragrafo Gestione quadri - prospetti ST / SV).

Segnaliamo che, per il momento, non possono essere utilizzate le procedure di stampa del modello, invio telematico, esportazione o importazione dati, per quanto riguarda il modello 770/2018.

Segnaliamo, inoltre, che le procedure di generazione dati e di stampa / invio telematico relative al modello 770/2017 sono state trasferite sul menù ‘Gestione modelli anni precedenti – Procedure di elaborazione e stampa’.

ATTENZIONE: Segnaliamo che, alla data del presente aggiornamento, sussiste un dubbio in merito ai criteri di calcolo del credito risultante dal modello 770/2018, riportato sulla colonna 4 del rigo SX4.
Secondo quanto indicato nelle istruzioni ministeriali, il credito in questione andrebbe calcolato senza tenere conto di eventuali crediti residui relativi ai rimborsi da 730 (rigo SX2) o al credito per famiglie numerose (rigo SX3). Tale criterio differisce da quello adottato negli anni precedenti e appare non coerente con la struttura del quadro SX: sui righi SX2 e SX3 è stata infatti prevista l’indicazione sia del credito “maturato” che di quello compensato, presumibilmente per poter determinare l’eventuale credito residuo; appare quindi illogico che tale credito residuo non venga poi considerato nel credito risultante dal modello 770/2018. Inoltre, in presenza di un credito residuo sul rigo SX2 o SX3, il credito risultante dal modello 770/2018 potrebbe differire da quello riportato sul codice tributo 6781 per l’anno di competenza 2017 (ulteriori dettagli in merito a tale questione sono riportati nei paragrafi relativi al quadro SX, paragrafo Gestione quadri - prospetto SX e paragrafo Generazione prospetto SX).
Sul forum di Assosoftware sono stati postati diversi quesiti in merito al suddetto problema: al momento, l’Agenzia delle Entrate non ancora risposto a nessuno di tali quesiti.
Sia la procedura di generazione dei dati dagli archivi Paghe, sia il servizio per la gestione del quadro SX, effettuano il calcolo del credito risultante dal modello 770/2018 secondo il criterio indicato nelle istruzioni ministeriali (escludendo quindi gli eventuali crediti residui derivanti dai righi SX2 e SX3). Nel caso in cui tale criterio venga successivamente modificato, provvederemo a rilasciare le necessarie variazioni. Occorre tenere presente che, in tal caso, occorrerà ricalcolare il credito risultante sul quadro SX, secondo le modalità che saranno stabilite.

Giugno 2018
(acred690)
MODELLO 770/2018 – GESTIONE QUADRI

Dopo aver eseguito la procedura Generazione da archivi Paghe, è possibile visualizzare ed eventualmente modificare o inserire i dati, tramite il servizio ‘Gestione Modello 770/2018’, disponibile sul menù ‘Modello 770’.

Nella parte sinistra dello schermo sono indicate le varie sezioni del modello:

  • Frontespizio – dati relativi al sostituto d’imposta e modalità di invio telematico della dichiarazione
  • Prospetto ST sez. 1 Erario – ritenute e versamenti delle somme di competenza dell’Erario
  • Prospetto ST sez. 2 Regioni – ritenute e versamenti delle somme di competenza delle Regioni
  • Prospetto SV Comuni – ritenute e versamenti delle somme di competenza dei Comuni
  • Prospetto SX – riepilogo dei crediti e delle relative compensazioni
  • Prospetto SY – somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi
  • Prospetto SY sez. 4 – somme corrisposte a percipienti esteri privi di codice fiscale
  • Prospetto SS – dati riassuntivi (riepilogo delle ritenute presenti sul quadro SY)
  • Dichiarazione Integrativa – crediti risultanti da eventuali dichiarazioni integrative

Su tutti i servizi del modello 770/2018 è disponibile una finestra per l’inserimento di eventuali annotazioni: una volta selezionato il sostituto, è possibile cliccare sul pulsante ‘Note’ per aprire la finestra di gestione delle annotazioni.
Quest’anno, sulla stessa finestra sono visibili anche le annotazioni inserite sul modello 770 dell’anno precedente (si trovano al di sotto dello spazio relativo alle annotazioni dell’anno corrente).

Ricordiamo che gli importi devono essere indicati, sul modello 770, riportando i centesimi di Euro e la “virgola esplicita”: su tutti i servizi, gli importi sono sempre gestiti secondo tale modalità. La stessa modalità è adottata anche sulla stampa del modello e sul file per l’invio telematico, oltre che sulle procedure di esportazione ed importazione dei dati.

GESTIONE QUADRI – FRONTESPIZIO

Sul servizio Frontespizio si possono gestire le informazioni richieste sul “frontespizio” del modello 770/2018.

E’ possibile modificare o integrare alcuni dati anagrafici del sostituto, come ad esempio lo stato, la situazione e la natura giuridica della società, il rappresentante legale ed i relativi codice carica e data carica.
Ricordiamo che il Rappresentante Legale ed i relativi codice carica e data carica, possono essere inseriti sull’anagrafico della società (servizio Ditta – Anagrafico): tali informazioni vengono rilevate dalla procedura di conversione dall’anno precedente, al momento della generazione della CU. In alternativa, le stesse informazioni possono essere inserite direttamente sul Frontespizio del modello 770 (consigliamo comunque di aggiornare anche il servizio Ditta – Anagrafico).

Quest’anno, è stato introdotto il nuovo campo Tipologia Invio, che deve essere obbligatoriamente compilato selezionando una delle due possibilità previste: ‘1- Gestione Unificata’ oppure ‘2- Gestione Separata’.
Facciamo presente che la tipologia di invio (Unificata / Separata) deve essere selezionata tenendo conto, oltre dei quadri relativi ai redditi da lavoro dipendente e da lavoro autonomo, anche di eventuali quadri relativi ai redditi di capitale.

Le caselle relative ai ‘Quadri Compilati’ vengono barrate automaticamente, sia utilizzando la procedura di Generazione da archivi Paghe, sia operando sui servizi per la gestione dei singoli quadri. Precisiamo che le caselle dei quadri relativi ai redditi di capitale (non gestiti) sono previste solo per coerenza rispetto al modello ministeriale.

Quest’anno, inoltre, è richiesta la compilazione delle caselle relative alle tipologie delle ‘Ritenute Operate’: la procedura di Generazione da archivi Paghe barra automaticamente la casella relativa al lavoro ‘Dipendente’.
Le altre tipologie di ritenute, compresa quella relativa al lavoro ‘Autonomo’, devono essere barrate dall’Utente.

In caso di ‘Gestione Unificata’, ricordiamo che è possibile importare i dati relativi ai redditi da lavoro autonomo, attraverso l’apposita procedura (non ancora utilizzabile per il modello 770/2018).
Ricordiamo, inoltre, che non è prevista la gestione dei quadri relativi ai redditi di capitale (ex modello 770 Ordinario): in presenza di tali quadri, quindi, si devono effettuare invii separati (‘Gestione Separata’). Se si intende effettuare un invio unificato (‘Gestione Unificata’), occorre esportare i dati relativi ai redditi da lavoro dipendente (e da lavoro autonomo) verso il software utilizzato per la gestione dei redditi di capitale.

In caso di ‘Gestione Separata’, quest’anno sono nuovamente richiesti i codici fiscali dei soggetti che inviano le parti rimanenti del modello: i codici fiscali di tali soggetti vanno riportati nella sezione ‘Gestione Separata’, indicando, per ciascun soggetto, quali sono i quadri inviati e le tipologie di ritenute gestite.

Segnaliamo che, sulla base delle specifiche tecniche attualmente in vigore (approvate con Provvedimento del 15/03/2018), per il sostituto d’imposta non risulta possibile effettuare invii separati “per conto proprio” (senza un intermediario), in quanto il codice fiscale del soggetto che invia la parte rimanente del modello non può coincidere con il codice fiscale dello stesso sostituto. Inoltre, nel caso in cui il sostituto volesse inviare soltanto una parte del modello “per conto proprio”, la parte rimanente non potrebbe essere inviata da un intermediario, in quanto l’intermediario non potrebbe indicare il codice fiscale del sostituto come soggetto che invia la parte rimanente del modello.
Nelle stesse specifiche tecniche, non sono invece previsti controlli bloccanti nel caso in cui l’intermediario effettui invii separati di una stessa dichiarazione (ovviamente per conto di un sostituto), indicando il proprio codice fiscale come soggetto che invia la parte rimanente del modello. Un intermediario potrebbe quindi inviare la parte relativa al lavoro dipendente separatamente da quella relativa al lavoro autonomo o ai redditi di capitale, indicando (ogni volta) il proprio codice fiscale come soggetto che invia le parti rimanenti del modello.
Naturalmente, occorrerà verificare che tali criteri vengano effettivamente adottati dal programma di controllo ministeriale.

Ricordiamo infine che, se il sostituto non ha effettuato ritenute nell’anno di competenza, è prevista la compilazione del campo ‘Casi di non trasmissione dei prospetti ST / SV / SX’, selezionando il codice dall’apposita finestra.

Ricordiamo che nelle sezioni Firma della Dichiarazione, Presentazione Telematica e Visto di Conformità sono riportate le informazioni presenti sulla dichiarazione 770 relativa all’anno precedente. Occorre sottolineare che le informazioni relative alla presentazione telematica (compreso l’intermediario) non sono state rilevate dal frontespizio della CU/2018, bensì dal frontespizio del modello 770/2017. In ogni caso, tutte le sezioni sopra indicate devono essere controllate e, dove necessario, modificate o integrate in base alla condizione dell’anno corrente.

Ricordiamo che occorre compilare il campo Data Impegno, in caso di trasmissione da parte dell’intermediario.

Come negli anni precedenti, i dati relativi agli Intermediari possono essere visualizzati o inseriti tramite la finestra prevista nella sezione Presentazione Telematica. Su ogni dichiarazione, è necessario indicare l’intermediario che effettua l’invio telematico, selezionandolo dall’apposita finestra, a meno che non venga barrata la casella ‘Invio per conto proprio’.

Per il momento, la casella Modello Definitivo non deve essere barrata. E’ invece possibile, sebbene non obbligatorio, impostare la condizione di ‘Definitivo’ sui singoli tributi dei quadri ST / SV (paragrafo Gestione quadri - prospetti ST / SV).

GESTIONE QUADRI – PROSPETTI ST / SV

Le ritenute ed i relativi versamenti sono riportati sui servizi ‘ST sez. 1 Erario’ – ‘ST sez. 2 Regioni’ – ‘SV Comuni’.
Su tali servizi, i tributi vengono ordinati in base ai seguenti campi (indicati in ordine di priorità): periodo competenza / data versamento / codice regione (dove presente) / codice tributo.

Sulla finestra ‘Visualizzazione elenco tributi’ sono elencati tutti i tributi presenti in ciascuna sezione.
Sulla finestra ‘Totali per tributo’ sono invece indicati gli importi complessivi relativi ad ogni tributo, suddivisi per regione nel caso della sezione 2 del prospetto ST.

Sugli stessi servizi, sono disponibili i pulsanti per spostarsi sulla videata precedente o successiva (‘Indietro’ / ‘Avanti’), ed eventualmente all’inizio o alla fine dell’elenco (‘Inizio’ / ‘Fine’).
Per inserire un nuovo tributo, occorre utilizzare uno dei righi disponibili alla fine dell’elenco: il servizio provvede a riordinare immediatamente l’intero elenco dei tributi. Per eliminare un singolo tributo, occorre azzerare tutti i campi in cui sono presenti degli importi (ritenute, interessi, importo versato).

In corrispondenza di ogni tributo, è disponibile il campo ‘Tipo Tributo’, tramite il quale è possibile impostare la condizione di ‘Definitivo’ a livello di singolo tributo. Precisiamo che tale indicazione non è obbligatoria: impostare la condizione di ‘Definitivo’ serve esclusivamente a “proteggere” il tributo in questione, nel caso in cui vengano rigenerati i dati tramite la procedura Generazione da archivi Paghe. La condizione di ‘Definitivo’, quindi, può essere impostata se si ha necessità di inserire manualmente alcuni tributi (ad esempio quelli relativi al lavoro autonomo): in tal modo, si eviterà che gli stessi tributi vadano persi nel caso in cui vengano successivamente rigenerati i dati tramite la procedura Generazione da archivi Paghe.
Attraverso il campo ‘Tipo Tributo’, vengono identificati anche i versamenti caricati in archivio tramite la procedura di importazione del modello 770 (non ancora utilizzabile). I tributi in questione riportano la condizione di ‘Importato’ e risultano anch’essi “protetti” nei confronti dell’eventuale generazione dei dati tramite la procedura Generazione da archivi Paghe (sulla procedura di generazione dei dati, è comunque disponibile un’opzione che consente di generare i prospetti ST / SV annullando i tributi importati, ma non quelli definitivi).

ATTENZIONE: il pulsante ‘Elimina’ ha l’effetto di cancellare TUTTI i dati presenti sul servizio, compresi quelli riportati nelle videate precedenti o successive, senza alcuna distinzione in merito alla condizione indicata nel campo ‘Tipo Tributo’ (vengono quindi cancellati anche i tributi definitivi).

Ricordiamo che, in corrispondenza di ogni singolo tributo, è disponibile il campo ‘Soggetto Estinto’: tramite tale campo può essere indicato il precedente sostituto d’imposta, nei casi previsti dalle istruzioni ministeriali.
Per compilare il campo ‘Soggetto Estinto’ su un determinato tributo, occorre selezionare il soggetto precedentemente inserito sulla finestra ‘Elenco Soggetti Estinti’ (servizio ‘Frontespizio’). In tal modo, il tributo in questione viene riportato su un quadro separato al momento della stampa o dell’invio telematico, con l’indicazione del codice fiscale relativo al precedente sostituto nel campo “Codice fiscale del sostituto d’imposta”.
Sui servizi relativi ai quadri ST / SV, i tributi per i quali è stato indicato un ‘Soggetto Estinto’ vengono raggruppati tra loro e riportati in coda agli altri tributi.

Per quanto riguarda le sezioni ‘Erario’ e ‘Regioni’ del quadro ST, segnaliamo che quest’anno è richiesta l’indicazione separata degli interessi per differimento delle somme a debito da 730, dovuti ad incapienza della retribuzione o rettifica.
Gli interessi in questione devono essere riportati nella colonna 8Interessi’, secondo le stesse modalità previste per gli interessi da ravvedimento (è quindi possibile che nella colonna 8 figurino entrambe le tipologie di interessi). Inoltre, gli interessi per differimento devono essere decurtati dalla colonna 2 ‘Ritenute operate’ (nonostante siano stati trattenuti al dipendente) e rimanere inclusi nella colonna 7 ‘Importo versato’. La procedura di Generazione da archivi Paghe compila il quadro ST secondo tale criterio, come indicato al paragrafo Generazione prospetti ST / SV.
Sul quadro SV ‘Comuni’ non è invece richiesta l’indicazione separata degli interessi per differimento delle somme a debito da 730: sul quadro in questione, quindi, i suddetti interessi restano inclusi nella colonna 2 ‘Ritenute operate’, mentre nella colonna 8 ‘Interessi’ vengono riportati esclusivamente gli interessi da ravvedimento.
Precisiamo che gli interessi per rateizzazione delle somme a debito da 730 continuano indicati sugli appositi codici tributo, sul modello F24 (e quindi anche sull’Archivio Tributi), secondo le stesse modalità previste negli anni precedenti.

GESTIONE QUADRI – PROSPETTO SX

Tramite il servizio ‘Prospetto SX’ si possono gestire i dati previsti sul corrispondente quadro, corrispondenti al riepilogo dei crediti erogati e delle compensazioni effettuate dal sostituto d’imposta.

Ricordiamo che è disponibile la finestra ‘Visualizzazione dettaglio crediti’, tramite la quale è possibile visualizzare le diverse somme a credito che compongono alcuni campi dei righi SX1 e SX2. Precisiamo che gli importi visualizzati su tale finestra sono compilati dalla procedura di Generazione da archivi Paghe esclusivamente a scopo di controllo: non vengono quindi riportati sulla stampa del modello o sul file per l’invio telematico e non possono essere modificati.

ATTENZIONE: il pulsante ‘Elimina’ ha l’effetto di cancellare TUTTI i dati presenti nel prospetto SX.

Quest’anno, i crediti “maturati” nell’anno di competenza sono distribuiti sui righi SX1 / SX2 / SX3 (fino all’anno scorso, i crediti in questione erano riportati tutti sul rigo SX1), dettagliando maggiormente le compensazioni effettuate.
In particolare, sul rigo SX1 sono riportati i crediti da conguaglio di fine anno o fine rapporto (colonna 1), da versamenti in eccesso (colonna 2) e da conguaglio sulle somme detassate (colonna 3). Sullo stesso rigo, sono riportate le compensazioni dei suddetti crediti (colonna 5), effettuate in presenza delle ritenute fiscali dell’anno di competenza, escludendo quindi le eventuali compensazioni già effettuate tramite il tributo ‘6781’ (anno di competenza 2017).
Sul rigo SX2 sono riportati i crediti da 730 (colonna 1) e le corrispondenti compensazioni (colonna 2), anche in questo caso escludendo eventuali compensazioni effettuate tramite il tributo ‘6781’.
Sul rigo SX3 è riportato il credito per famiglie numerose (colonna 1) e la relativa compensazione (colonna 4).

E’ stato modificato in modo significativo anche il rigo SX4: nella colonna 1 è sempre riportato il credito residuo risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente, mentre nella colonna 2 viene adesso richiesta la compensazione del suddetto credito, effettuata tramite il tributo ‘6781’ (anno di competenza 2016) entro l’invio della presente dichiarazione.
Viene inoltre richiesta l’indicazione dell’eventuale credito da dichiarazione integrativa (colonna 3) ed il credito risultante dalla presente dichiarazione (colonna 4); quest’ultimo deve essere ripartito tra la quota che si intende utilizzare (o si è già utilizzata) in compensazione (colonna 5) e la quota da chiedere a rimborso (colonna 6).

Come già accennato al paragrafo Modello 770/2018, ad oggi sussiste un dubbio in merito alle modalità di calcolo del credito risultante dalla presente dichiarazione, da indicare nella colonna 4 del rigo SX4. Secondo le istruzioni approvate con il Provvedimento del 15/03/2018, il credito in questione dovrebbe essere calcolato utilizzando la seguente formula:

SX1 col. 1 + SX1 col. 2 + SX1 col. 3 + SX1 col. 4 – SX1 col. 5 + SX4 col. 1 – SX4 col. 2 + SX4 col. 3

Dalla suddetta formula, appare evidente che nel credito risultante dalla dichiarazione non vengono considerati i righi SX2 e SX3. Di conseguenza, l’eventuale credito residuo relativo ai rimborsi da 730 (derivante dal rigo SX2), non viene riportato sul credito risultante dalla dichiarazione: tale credito, quindi, non potrebbe essere compensato utilizzando il tributo 6781 (nel caso in cui la compensazione avvenga dopo aver “esaurito” le ritenute relative all’anno corrente).
Sul modello 770/2017, invece, l’eventuale credito residuo da 730 veniva riportato sul credito risultante dalla dichiarazione: di conseguenza, lo stesso credito poteva essere compensato utilizzando anche il tributo 6781. Dal momento che non sono state emanate ulteriori indicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, tale comportamento è stato adottato anche nell’anno 2018, in relazione all’eventuale credito residuo da 730 relativo all’anno 2017.
Occorre ricordare che i rimborsi da 730 non possono mai eccedere le ritenute fiscali relative allo stesso mese di competenza: tale controllo viene effettuato automaticamente dalla procedura di elaborazione mensile (tuttavia, non è vincolante che il credito da 730 venga riportato sullo stesso modello F24 sul quale sono versate le ritenute fiscali). E’ comunque possibile che una parte del credito da 730 non venga effettivamente compensato, sul modello F24, prima che si “esauriscano” le ritenute fiscali dell’anno di competenza, ad esempio a causa della presenza di ulteriori crediti. Se si presenta tale situazione, il credito da 730 “residuo” viene compensato con le ritenute relative all’anno successivo, riportandolo sul tributo 6781: tale comportamento è sempre stato coerente rispetto a quanto indicato nel quadro SX, dal momento che l’eventuale credito residuo da 730 veniva incluso nel credito risultante dalla dichiarazione (almeno fino al modello 770/2017).

Per quanto riguarda il rigo SX47, relativo al bonus fiscale L. 190/2014, i campi previsti sul modello e le relative istruzioni sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto all’anno precedente.
Segnaliamo che quest’anno è possibile compilare il credito residuo dell’anno precedente (colonna 1) rilevando il valore presente nella colonna 5 del rigo SX47 del modello 770/2017 (l’anno scorso, invece, è stato necessario ricostruire il residuo dell’anno precedente dall’Archivio Tributi, in quanto tale dato non era previsto sul rigo SX47 del modello 770/2016).
Inoltre, quest’anno è possibile compilare il credito recuperato (colonna 3) sulla base del tributo 1655 a debito: a partire dal mese di giugno 2017 (aggiornamento Acred655), il bonus recuperato viene versato direttamente tramite il tributo 1655, senza effettuare alcuna compensazione “interna” rispetto al bonus erogato.

Sul servizio per la gestione del quadro SX, vengono calcolati automaticamente i seguenti campi:

  • rigo SX4 colonna 4 = rigo SX1 (col. 1 + col. 2 + col. 3 + col. 4 – col. 5) + rigo SX4 (col. 1 – col. 2 + col. 3)
  • rigo SX4 colonna 5 = rigo SX4 (col. 4 – col. 6)
  • rigo SX32 colonna 2 = rigo SX4 (col. 5) – rigo SX33 (col. 2) – rigo SX34 (col. 2)
  • rigo SX47 colonna 5 = rigo SX47 (col. 1 + col. 2 – col. 4)

Precisiamo che i suddetti calcoli (corrispondenti a quelli indicati nelle istruzioni o nelle specifiche) vengono effettuati ogni volta che viene inserito o modificato almeno uno dei campi coinvolti nel calcolo. A titolo di esempio, la colonna 5 del rigo SX47 viene ricalcolata quando viene modificata almeno una delle colonne 1, 2 o 4 dello stesso rigo.
Precisiamo che rimane comunque possibile effettuare una “forzatura” sul campo calcolato in automatico: a tale scopo, è sufficiente indicare il valore desiderato nel campo in questione (se si vuole ottenere il calcolo automatico di un determinato campo, quindi, occorre NON compilare o modificare il campo in questione). Nel caso in cui sia stata fatta una “forzatura” su un campo calcolato in automatico, per ricalcolarlo è sufficiente annullare in campo in questione.

GESTIONE QUADRI – PROSPETTO SY

Tramite i servizi ‘Prospetto SY’ e ‘Prospetto SY sez. 4’ si possono gestire i dati previsti sul corrispondente quadro, relativi alle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi (sezioni 1 e 2), alle ritenute art. 25 D.L. 78/2010 (sez. 3) ed alle somme corrisposte ai percipienti esteri privi di codice fiscale (sez. 4).

Da quest’anno, inserendo o modificando i dati presenti sui due servizi del quadro SY, viene aggiornato automaticamente il quadro SS (Gestione quadri - prospetto SS), riportando il totale delle ritenute nel rigo SS10. In particolare, le ritenute presenti nella sezione 3 del quadro SY sono totalizzate sulla colonna 1 del rigo SS10, mentre le ritenute presenti nella sezione 4 del quadro SY sono totalizzate sulla colonna 2 del rigo SS10.

Precisiamo che il campo ‘Modulo N.’ permette di inserire quadri aggiuntivi e corrisponde al numero del modulo riportato sulla stampa del modello e sul file per l’invio telematico.

Il prospetto SY deve essere compilato (da parte dell’Utente), nei casi previsti dalle istruzioni ministeriali. Precisiamo che i percipienti esteri privi di codice fiscale, da riportare nella sez. 4, non corrispondono ai percipienti gestiti sulla CU.

GESTIONE QUADRI – PROSPETTO SS

Il nuovo servizio ‘Prospetto SS’ consente di inserire o modificare i dati presenti sul quadro in questione.
Occorre tenere presente che tutti i campi del prospetto SS riguardano i quadri relativi ai redditi di capitale (non gestiti), ad eccezione del rigo SS10: quest’ultimo viene compilato automaticamente, riportando il totale delle ritenute presenti nelle sezioni 3 e 4 del quadro SY (vedere Gestione quadri - prospetto SY).

GESTIONE QUADRI – DICHIARAZIONE INTEGRATIVA

Il servizio ‘Dichiarazione Integrativa’ permette di compilare il corrispondente quadro, nei casi previsti dalle istruzioni ministeriali. Per i sostituti interessati, i dati devono essere inseriti da parte dell’Utente.

Precisiamo che il campo ‘Modulo N.’ permette di inserire quadri aggiuntivi e corrisponde al numero del modulo riportato sulla stampa del modello e sul file per l’invio telematico.

Giugno 2018
(acred690)
MODELLO 770/2018 – GENERAZIONE DATI

Nei paragrafi seguenti sono descritte, in modo dettagliato, le sezioni del modello 770/2018 generate automaticamente tramite la procedura Generazione da archivi Paghe.

Come nell’anno precedente, i dati riportati sui quadri ST / SV / SX vengono rilevati dall’Archivio Tributi, considerando esclusivamente i tributi presenti sul Tipo Procedura ‘PG’ (Paghe), nelle sezioni Erario / Regioni / Comuni.

In particolare, la procedura di generazione dei dati considera i seguenti periodi di competenza:

  • da gennaio a dicembre 2017, considerando tutti i tributi fiscali, con la sola esclusione di quelli relativi al conguaglio dell’anno precedente (2016) eventualmente presenti nel mese di gennaio 2017;
  • gennaio 2018, considerando i soli tributi relativi al conguaglio dell’anno precedente (2017).

Inoltre, per la compilazione del quadro SX vengono considerate le seguenti informazioni:

  • Credito residuo risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente, rilevato dal modello 770/2017 e riportato nella colonna 1 del rigo SX4, sul modello 770/2018; precisiamo che tale credito comprende anche l’eventuale parte relativa al lavoro autonomo (per le sole aziende trattate dalla procedura di generazione dei dati).
  • Credito residuo anno precedente effettivamente compensato sul tributo ‘6781’ (anno competenza 2016), utilizzato per la compilazione della colonna 2 del rigo SX4, nel caso in cui venga selezionata l’opzione ‘X’ al momento della generazione dei dati (l’opzione ‘X’ è descritta alla procedura Generazione da archivi Paghe).
  • Credito residuo anno precedente relativo al bonus fiscale, rilevato dal modello 770/2017 e riportato nella colonna 1 del rigo SX47, sul modello 770/2018.
  • Credito residuo da anticipo di tassazione sul Tfr, rilevato dagli archivi Paghe e riportato sulla colonna 1 del rigo SX37.

Abilitando la generazione dei quadri ST / SV e del quadro SX, la procedura genera i quadri abilitati, annullando i dati eventualmente già presenti in archivio su ciascuno dei quadri interessati.
Nel caso in cui risulti impostata la condizione di ‘Definitivo’ sul Frontespizio, non viene generato alcun quadro, quindi i dati già presenti in archivio restano inalterati (tale condizione viene segnalata sulla stampa degli errori).

Abilitando la generazione dei quadri ST / SV, non vengono mai annullati i tributi che riportano la condizione di ‘Definitivo’ o ‘Importato’. E’ comunque possibile annullare i tributi “importati”, selezionando l’opzione ‘Genera conservando solo i tributi definitivi’ (‘X’), al lancio della procedura.

Abilitando la generazione del quadro SX, vengono sempre annullati i dati eventualmente già presenti su tale quadro.

L’opzione ‘Includi lavoro autonomo’ permette di scegliere se si vogliono considerare, o meno, i tributi relativi al lavoro autonomo, a condizione che siano presenti sull’Archivio Tributi in corrispondenza del tipo procedura ‘PG’:

  • indicando ‘S’, i tributi relativi al lavoro autonomo vengono trasferiti nella sezione 1 (Erario) del quadro ST, mentre i crediti relativi al lavoro autonomo vengono trasferiti sul quadro SX.
  • indicando ‘N’, i tributi relativi al lavoro autonomo non vengono considerati; precisiamo che l’opzione ‘N’ deve essere utilizzata nel caso in cui si intenda inviare soltanto i dati relativi al lavoro dipendente e, ciononostante, siano stati inseriti anche i tributi relativi al lavoro autonomo sull’Archivio Tributi.

Occorre tenere presente che l’opzione ‘Includi lavoro autonomo’ ha effetto anche su eventuali tributi relativi a lavoratori autonomi occasionali o associati in partecipazione, se gestiti in ambito Paghe.

GENERAZIONE PROSPETTI ST / SV

Ricordiamo che i tributi fiscali a debito generati automaticamente dalle elaborazioni mensili delle Paghe sono i seguenti:

  • prospetto ST sezione 1 – tributi di competenza dell’Erario: Irpef a tassazione ordinaria sui redditi da lavoro dipendente e assimilati, Irpef a tassazione separata sul Tfr e sugli arretrati anni precedenti, imposta sostitutiva sulla rivalutazione del Tfr, bonus fiscale recuperato (a debito), ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo (associati in partecipazione e autonomi occasionali), saldo e acconti Irpef da 730, acconto tassazione separata da 730, contributo di solidarietà da 730, imposta sostitutiva somme detassate da 730, saldo e acconti cedolare secca da 730, interessi per rateizzazione da 730;

  • prospetto ST sezione 2 – tributi di competenza delle Regioni: rate addizionale regionale relativa all’anno precedente, addizionale regionale relativa all’anno corrente (rapporti cessati), saldo addizionale regionale da 730, interessi per rateizzazione addizionale regionale da 730;

  • prospetto SV – tributi di competenza dei Comuni: rate saldo addizionale comunale anno precedente, rate acconto addizionale comunale anno corrente, saldo addizionale comunale anno corrente (rapporti cessati), acconto e saldo addizionale comunale da 730, interessi per rateizzazione addizionale comunale da 730.

Come già precisato, i tributi fiscali vengono rilevati direttamente dall’Archivio Tributi: sui prospetti ST / SV vengono quindi riportati i tributi fiscali a debito rilevati nel periodo di competenza da gennaio a dicembre 2017, ad eccezione di quelli relativi al conguaglio dell’anno precedente (tributi ‘1001 AP’, ‘1053 AP’, ‘1655 DP’ / ‘1655 AP’ a debito).
Inoltre, vengono riportati i tributi fiscali a debito rilevati nel periodo di competenza di gennaio 2018, relativi al conguaglio dell’anno precedente (tributi ‘1001 AP’, ‘1053 AP’, ‘1655 DP’ / ‘1655 AP’ a debito).

Relativamente a ciascun tributo fiscale a debito, viene verificato se il codice del tributo rientra tra quelli previsti nelle specifiche tecniche ministeriali, per riportarlo sul prospetto ST (sezione 1 o 2) oppure sul prospetto SV.

Nel caso in cui l’opzione ‘Includi lavoro autonomo’ sia impostata a ‘N’, vengono esclusi i seguenti tributi dalla sezione 1 del prospetto ST: 1019 / 1020 / 1040 / 104E (si tratta dei tributi relativi al lavoro autonomo). Restano comunque esclusi, dalla generazione dei dati, eventuali tributi relativi a redditi di capitale, locazioni brevi o altre ritenute.

Come già precisato al paragrafo Gestione quadri - prospetti ST / SV, quest’anno è richiesta una particolare indicazione degli interessi per differimento relativi alle somme a debito da 730, dovuti ad incapienza della retribuzione o a rettifica. Precisiamo che la nuova modalità di indicazione degli interessi per differimento NON corrisponde a quanto previsto (tuttora) sul modello F24: ricordiamo che, sul modello F24, gli interessi per differimento devono essere versati unitamente all’imposta. Il valore di tali interessi, quindi, non è presente sull’Archivio Tributi e deve essere rilevato dagli archivi Paghe.
Sul modello 770/2018, gli interessi per differimento devono essere riportati nella colonna 8 ‘Interessi’, scorporandoli dalla colonna 2 ‘Ritenute operate’ (sebbene risultino a carico del dipendente) e lasciandoli inclusi nella colonna 7 ‘Importo versato’ (si tratta della stessa modalità adottata per indicare gli interessi relativi al ravvedimento operoso).
La suddetta modalità di indicazione degli interessi per differimento è richiesta soltanto sul quadro ST (sezioni ‘Erario’ e ‘Regioni’), mentre sul quadro SV (‘Comuni’), gli interessi per differimento non vanno indicati sulla colonna 8 e continuano ad essere inclusi nella colonna 2, analogamente a quanto previsto negli anni precedenti.

Sui quadri ST e SV, vengono riportate automaticamente tutte le informazioni relative al ravvedimento, a condizione che quest’ultimo sia stato gestito tramite il modulo del ‘Ravvedimento Operoso’ (disponibile per gli utenti abilitati).
Le informazioni relative al ravvedimento si trovano, sull’Archivio Tributi, in corrispondenza del tipo procedura ‘RV’ (‘Ravvedimento’). La procedura di Generazione da archivi Paghe considera tutti i tributi presenti sul tipo procedura ‘RV’, nel periodo compreso tra 01/01/2017 ed il 31/10/2018. Ciascun tributo presente sul tipo procedura ‘RV’ viene ricollegato al corrispondente tributo presente sul tipo procedura ‘PG’ (Paghe), controllando la corrispondenza del codice tributo, periodo di riferimento e importo originario (oltre al codice regione per le addizionali regionali). Nel caso in cui non venga rilevata la suddetta corrispondenza rispetto ad un tributo Paghe, il tributo presente sul ravvedimento non viene considerato per la compilazione dei quadri ST / SV (senza alcuna segnalazione).
Ricordiamo che il modulo del Ravvedimento permette di calcolare automaticamente sia gli interessi che le sanzioni, per tutte le casistiche gestite sull’Archivio Tributi. Occorre tenere presente che il calcolo automatico previsto sul Ravvedimento permette di impostare una data di versamento degli interessi e delle sanzioni diversa dalla data di versamento dell’imposta. Dal momento che tale condizione non è prevista nelle istruzioni del modello 770, viene emessa una segnalazione sulla stampa degli errori, riportando comunque la data di versamento dell’imposta.
Nel caso in cui il ravvedimento NON sia stato gestito tramite il modulo ‘Ravvedimento Operoso’, le informazioni relative al ravvedimento dovranno essere inserite manualmente sui singoli tributi interessati.

Relativamente ai dati generati sui prospetti ST / SV, riportiamo le seguenti precisazioni:

  • Il periodo (mese e anno) riportato sulla colonna 1 viene compilato indicando sempre l’anno 2017 e rilevando il mese direttamente dal singolo tributo. Ricordiamo che il mese riportato sui tributi fiscali a debito corrisponde al mese elaborato sulle Paghe se l’azienda adotta il criterio di “competenza”, oppure al mese successivo se l’azienda adotta il criterio di “cassa” (servizio Ditta – Abilitazione). Fa eccezione il solo tributo 1655, per il quale viene sempre riportato il mese di competenza (tale tributo viene riportato sul quadro ST soltanto se risulta a debito).

  • Per alcuni tributi, il periodo riportato sulla colonna 1 viene compilato indicando il mese convenzionale ‘12’: acconto e saldo imposta sostitutiva sulla rivalutazione del Tfr (tributi 1712 e 1713, circolare 34/E del 18/04/2002), ritenute Irpef ed eventuale bonus fiscale a debito derivanti dal conguaglio dell’anno 2017 effettuato nel mese di gennaio 2018 (tributi ‘1001 AP’ / ‘1053 AP’ / ‘1655 DP’ / ‘1655 AP’ a debito).

  • L’importo presente sull’Archivio Tributi viene riportato sulla colonna 2 (‘Ritenute operate’) e sulla colonna 7 (‘Importo versato’). Fa eccezione l’acconto dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione del Tfr (tributo 1712) nel caso in cui il corrispondente saldo risulti a credito: in tale situazione, sul tributo 1712 viene evidenziata l’eccedenza di versamento, riportando l’imposta dovuta sulla colonna 2 e l’acconto versato sulla colonna 7 (precisiamo che l’eccedenza viene poi riportata sulla colonna 2 del rigo SX1, come descritto al paragrafo Generazione prospetto SX).

  • Gli interessi per differimento delle somme a debito da 730, rilevati dagli archivi Paghe, sono riportati sulla colonna 8 (‘Interessi) dei corrispondenti versamenti. L’importo degli interessi viene anche decurtato dalla colonna 2 (‘Ritenute operate’), mentre la colonna 7 (‘Importo versato’) rimane immutata.

  • Gli interessi per ravvedimento operoso, rilevati dall’Archivio Tributi (tipo procedura ‘RV’), sono riportati sulla colonna 8 (‘Interessi)  dei corrispondenti versamenti, sommandoli anche sulla colonna 7 (‘Importo versato’).

  • In presenza del ravvedimento (tipo procedura ‘RV’), viene barrata la corrispondente casella (colonna 9).

  • E’ possibile che alcuni tributi si presentino separati sul servizio ‘Tributi per Competenza’, pur avendo lo stesso codice tributo, periodo di competenza e data di scadenza (ed lo stesso codice regione o comune, nel caso delle addizionali): sul modello F24, i tributi in questione sono stati versati sommandoli su un unico rigo. Di conseguenza, anche sui prospetti ST / SV tali tributi vengono sommati su un unico rigo, per coerenza rispetto a quanto indicato sul modello F24. Ricordiamo che tale situazione si presenta, in particolare, quando viene elaborata una busta paga separata per le mensilità aggiuntive, adottando il criterio di “cassa”: il tributo ‘1001 UL’, relativo alla mensilità aggiuntiva, viene versato unitamente al tributo ‘1001’ relativo al mese precedente; in tale situazione, sul quadro ST viene riportato un unico versamento cumulativo, coerentemente con quanto indicato sul modello F24.

  • Nella sezione 2 del prospetto ST, i versamenti di addizionale regionale sono mantenuti distinti per regione: il codice della regione viene riportato sulla colonna 13.

  • Sul prospetto SV, i versamenti di addizionale comunale sono indicati in modo cumulativo, sommando tra loro i tributi che presentano gli stessi dati identificativi (periodo di competenza, codice tributo, codici note, data di versamento), senza suddividerli in base al comune. Ricordiamo che, sul modello F24, le addizionali comunali risultano invece suddivise in base al comune di competenza, con l’indicazione del relativo codice catastale.

  • In corrispondenza dei versamenti derivanti dall’elaborazione di dicembre, nel caso in cui venga adottato il criterio di “cassa” (retribuzione corrisposta entro il 12 gennaio dell’anno successivo, con conseguente versamento delle ritenute alla scadenza del 16 febbraio), nel campo Note viene riportata l’opzione ‘B’ e nel periodo viene indicato ‘12/2017’. Ricordiamo che fanno eccezione le eventuali ritenute da lavoro autonomo (tributo 1040) derivanti dall’elaborazione di dicembre, che vengono considerate trattenute entro il 31/12 e quindi versate entro il 16 gennaio (anche nel caso in cui la ditta abbia adottato il criterio di “cassa”).

  • Se il conguaglio fiscale relativo all’anno 2017 è stato effettuato sulla busta paga di gennaio 2018, nel campo Note viene riportata l’opzione ‘D’ per le aziende che adottano il criterio di “competenza” (scadenza 16 febbraio), oppure ‘E’ per le aziende che adottano il criterio di “cassa” (scadenza 16 marzo). Nel periodo di riferimento viene comunque indicato ‘12/2017’, conformemente alle istruzioni ministeriali.

  • Sulle addizionali regionali e comunali di competenza dell’anno 2017, trattenute in caso di cessazione del rapporto o di erogazione del compenso su base annuale (amministratori), viene riportata l’opzione ‘S’ nel campo ‘Note’. Inoltre, l’opzione ‘S’ viene riportata anche sugli interessi per rateizzazione relativi agli acconti da 730, di competenza dell’anno corrente (acconto Irpef / acconto cedolare secca / acconto addizionale comunale).

  • Ricordiamo che le opzioni previste nel campo ‘Note’, diverse da quelle descritte ai punti precedenti, devono essere compilate manualmente. Tra queste segnaliamo, in particolare, le opzioni da utilizzare in caso di operazioni societarie straordinarie o passaggio di dipendenti (‘K’ / ‘L’ / ‘N’).

  • La data di versamento (colonna 14) viene compilata automaticamente, riportando la data effettiva di versamento inserita sul servizio ‘Tributi per Scadenza’ oppure indicata sulla procedura di generazione del modello F24 (in entrambi i casi, la data effettiva di versamento è visibile sul servizio ‘Tributi per Scadenza’). Come negli anni precedenti, se la data di versamento non è presente sul servizio ‘Tributi per Scadenza’, nella colonna 14 viene riportato automaticamente l’ultimo giorno utile per il versamento: tale giorno corrisponde generalmente al giorno 16 del mese di scadenza, tuttavia se il giorno 16 ricade di sabato / domenica / giorno festivo, la data di versamento viene impostata automaticamente al primo giorno utile successivo. Ovviamente, nei casi in cui la data effettiva di versamento non è stata riportata sul servizio ‘Tributi per Scadenza’, occorre verificare la corrispondenza tra la data presente nella colonna 14 e la data effettiva di versamento risultante dalle attestazioni di pagamento, intervenendo dove necessario. In presenza del ravvedimento, la data di versamento viene rilevata dal tipo procedura ‘RV’.

GENERAZIONE PROSPETTO SX

Il quadro SX viene generato rilevando tutte le informazioni relative ai crediti direttamente dall’Archivio Tributi.
I tributi vengono rilevati esclusivamente dal Tipo Procedura ‘PG’ (Paghe), considerando il periodo di competenza gennaio – dicembre 2017 e, per i tributi relativi al conguaglio dell’anno precedente, anche dal mese di gennaio 2018.

Per la compilazione dei righi SX1 / SX2 / SX3 viene considerato l’importo dei crediti “maturati” relativi all’anno 2017, rilevando il valore dei crediti presenti sull’Archivio Tributi (indipendentemente dalla loro compensazione su F24).
Inoltre, per ciascuna tipologia di credito viene rilevato anche l’importo effettivamente compensato su F24, riportandolo nelle apposite caselle previste su ciascun rigo. A tale scopo, viene considerato esclusivamente il credito compensato con il codice tributo “originario” (1627 / 1631 / 1669 / 1671 / 3796 / 3797), anziché con il codice tributo 6781. Ricordiamo che il codice tributo 6781 viene indicato automaticamente sul modello F24, in sostituzione dei codici tributo “originari”, quando non risultano più disponibili, per la compensazione, le ritenute di competenza dell’anno 2017.

Le singole colonne dei righi SX1 / SX2 / SX3 sono compilate adottando i seguenti criteri:

  • La colonna 1 del rigo SX1 corrisponde ai crediti di Irpef a tassazione ordinaria, addizionale regionale e addizionale comunale, derivanti dai conguagli di fine anno o di fine rapporto. Nella colonna 1 vengono quindi riportati i tributi ‘1627 DP’ (credito Irpef dipendenti) / ‘1627 CO’ (credito Irpef collaboratori) / ‘1669’ (credito addizionale regionale) / ‘1671’  (credito addizionale comunale), rilevati nel periodo di competenza gennaio – dicembre 2017. Inoltre, vengono riportati i tributi ‘6781 AP’ (credito Irpef anno precedente) / ‘6781 RP’ (credito addizionale regionale anno precedente) / ‘6781 CP’ (credito addizionale comunale anno precedente), rilevati nel mese di gennaio 2018.

  • Nella colonna 1 del rigo SX1 viene riportato anche l’eventuale credito di Irpef a tassazione separata sul Tfr, che potrebbe essersi generato al momento dell’erogazione del Tfr, a causa del conguaglio rispetto alla tassazione operata sui precedenti anticipi. Il credito in questione viene rilevato dal tributo ‘1627 TF’, sempre sul periodo di competenza gennaio – dicembre 2017. Segnaliamo che non risulta chiaro, dalle istruzioni ministeriali, su quale colonna del rigo SX1 debba essere riportato il credito in questione; riteniamo tuttavia che la colonna 1 sia l’unica scelta possibile, in quanto la colonna 3 (versamenti in eccesso) prevede che l’eccedenza di versamento risulti dai tributi presenti sui quadri ST / SV (nella maggior parte dei casi, il tributo 1012 relativo alla tassazione sull’anticipo di Tfr è stato versato negli anni precedenti e, quindi, non è presente sul quadro ST relativo all’anno corrente).

  • La colonna 2 del rigo SX1 corrisponde alle eccedenze di versamento. Come negli anni precedenti, nel campo relativo alle eccedenze di versamento viene riportato l’eventuale saldo a credito dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione del Tfr, secondo quanto previsto dalla circolare 34/E del 18/04/2002. Il credito in questione viene rilevato dal tributo ‘6781 IS’, nel caso in cui sia stato generato con l’elaborazione del mese di dicembre 2017.

  • Nella stessa colonna 2 del rigo SX1 viene riportata anche l’eventuale eccedenza di versamento relativa al lavoro autonomo, a condizione che l’opzione ‘Includi lavoro autonomo’ sia impostata ad ‘S’ al lancio della procedura. A tale scopo, viene considerato il tributo ‘1628’ nel periodo di competenza gennaio – dicembre 2017 ed il tributo ‘6782’ nel mese di gennaio 2018. Precisiamo che, sul quadro ST, occorrerà diminuire conseguentemente la colonna 2 (Ritenute) dei tributi relativi al lavoro autonomo che hanno dato origine all’eccedenza di versamento.

  • La colonna 3 del rigo SX1 corrisponde al credito derivante dal conguaglio dell’imposta sostitutiva sulle somme detassate. Tale credito viene rilevato dal tributo ‘1627 DS’ nel periodo da gennaio – dicembre 2017 e dal tributo ‘6781 DS’ nel mese di gennaio 2018.

  • Nella colonna 5 del rigo SX1 viene riportato il credito da conguaglio fiscale effettivamente compensato su F24, rilevandolo dai tributi ‘1627’ (credito Irpef) / ‘1669’ (credito addizionale regionale) / ‘1671’ (credito addizionale comunale). Come già precisato, i suddetti tributi non vengono considerati nel caso in cui siano stati compensati, sul modello F24, riportandoli sul codice tributo ‘6781’ (assenza di ritenute fiscali relative all’anno corrente).

  • La colonna 1 del rigo SX2 corrisponde ai rimborsi da 730 erogati dal sostituto nell’anno 2017. Per compilare il campo in questione vengono considerati i tributi ‘1631 IR’ (credito Irpef da 730) / ‘1631 CD’ (credito cedolare secca da 730) / ‘3796’ (credito addizionale regionale da 730) / ‘3797’ (credito addizionale comunale da 730), nel periodo di competenza gennaio – dicembre 2017.

  • Nella colonna 2 del rigo SX2 viene riportato il credito da 730 effettivamente compensato su F24, rilevandolo dai tributi ‘1631’ (credito Irpef da 730) / ‘3796’ (credito addizionale regionale da 730) / ‘3797’ (credito addizionale comunale da 730). Anche in questo caso, i suddetti tributi non vengono considerati nel caso in cui siano stati compensati, sul modello F24, riportandoli sul codice tributo ‘6781’(assenza di ritenute fiscali relative all’anno corrente).

  • La colonna 1 del rigo SX3 corrisponde al credito derivante dalla detrazione per famiglie numerose. Il credito in questione viene rilevato dal tributo ‘1632’ nel periodo di competenza gennaio – dicembre 2017 e ‘1632 AP’ nel mese di gennaio 2018. Nella colonna 4 dello stesso rigo, viene riportato il credito compensato su F24 con il tributo ‘1632’.

Per la compilazione delle singole colonne del rigo SX4 vengono adottati i seguenti criteri:

  • La colonna 1 del rigo SX4 corrisponde al credito residuo risultante dal modello 770 dell’anno precedente. Il dato in questione viene rilevato dal quadro SX del modello 770/2017 (se presente in archivio), effettuando il seguente calcolo: SX32 (col. 2 – col. 1) + SX33 (col. 2 – col. 1) + SX34 (col. 2 – col. 1).

  • Nella colonna 2 del rigo SX4 occorre riportare la parte del credito indicato sulla colonna 1 (residuo da 770/2017) effettivamente compensata su F24 entro la data di presentazione del modello 770/2018. Date le difficoltà pratiche di effettuare tale controllo (in quanto il credito residuo potrebbe essere compensato dopo la generazione dei dati, ma prima dell’invio del 770), per la compilazione di tale campo sono state previste le opzioni descritte con la procedura Generazione da archivi Paghe. Ricordiamo che, utilizzando l’opzione ‘S’, il credito presente sulla colonna 1 viene riportato anche sulla colonna 2 (quindi risulta interamente compensato). Di conseguenza, l’eventuale parte del credito presente sulla colonna 1, che non fosse stata ancora compensata alla data di presentazione del modello 770, dovrebbe essere decurtata dalla colonna 2 (a riguardo, consigliamo di compensare l’eventuale credito residuo alla prima scadenza utile, considerando che può essere portato in compensazione con qualsiasi tributo a debito). Utilizzando invece l’opzione ‘X’, sulla colonna 2 viene riportato il credito effettivamente compensato al momento della generazione dei dati, rilevando dall’Archivio Tributi il credito compensato con tributo ‘6781’ ed anno di competenza 2016. In tal caso occorrerà aggiungere, sulla colonna 2, gli eventuali crediti dell’anno precedente che vengono compensati successivamente alla generazione dei dati.

  • Le colonne 4 e 5 del rigo SX4 vengono avvalorate con il credito residuo, corrispondente alla seguente differenza:
    SX1 (col. 1 + col. 2 + col. 3 + col. 4 – col. 5) + SX4 (col. 1 – col. 2 + col. 3).

Occorre tenere presente che la procedura ‘Generazione da archivi Paghe’ compila il prospetto SX per i soli sostituti gestiti in ambito Paghe. Di conseguenza, gli eventuali crediti residui dell’anno precedente, presenti su sostituti non gestiti in ambito Paghe, devono essere riportati manualmente sul prospetto SX. Per individuare i casi in questione, è disponibile la stampa di controllo ‘STASX770’, descritta al paragrafo Controllo crediti maturati e residui.

Sul rigo SX32, colonna 2, viene riportato automaticamente il credito residuo risultante dalla colonna 5 del rigo SX4, al netto dell’eventuale credito residuo relativo al lavoro autonomo, riportato sul rigo SX33 (di seguito descritto).

Sul rigo SX33, colonna 2, viene riportato automaticamente l’eventuale credito residuo relativo al lavoro autonomo, nel caso in cui l’opzione ‘Includi lavoro autonomo’ sia impostata ad ‘S’ al lancio della procedura. A tale scopo, vengono considerati i crediti non ancora compensati risultanti sul tributo ‘1628’ nel periodo di competenza gennaio – dicembre 2017 e l’intero valore presente sul tributo ‘6782’ nel mese di gennaio 2018.

Il rigo SX37 viene compilato automaticamente in relazione all’eventuale credito da anticipo di tassazione sul Tfr versato negli anni 1997 / 1998, nei casi (alquanto rari) in cui risulta ancora presente un credito residuo.
Per la compilazione del rigo SX37 vengono adottati i seguenti criteri:

  • colonna 1 – viene riportato il credito residuo presente sul servizio ‘Cedolini – Residui Ditta’ nel mese 01/2017;
  • colonna 4 – viene riportato il credito utilizzato in F24 (tributo 1250) per compensare l’acconto ed il saldo dell’imposta sostitutiva; inoltre viene riportato il credito utilizzato a scomputo delle ritenute sul Tfr (tributo 1012), rilevandolo dal campo ‘Maturato’ del servizio ‘Cedolini – Residui Ditta’, nei mesi di erogazione dello stesso Tfr;
  • colonna 6 – corrisponde alla differenza tra la colonna 1 e la colonna 4.

Per quanto riguarda il credito maturato a seguito delle erogazioni di Tfr, facciamo presente che non ci risulta che sia stata emanata alcuna disposizione che abbia modificato la modalità di compensazione di tale credito. In presenza del suddetto credito, quindi, viene emessa una segnalazione dal programma di controllo ‘CON770TR’ (descritto al paragrafo Confronto con Archivio tributi), relativamente al tributo 1250: gli Utenti interessati possono contattare l’assistenza per avere ulteriori indicazioni in merito alle operazioni da effettuare in tale condizione.

Sul rigo SX47 viene riportato automaticamente il credito relativo al Bonus L. 190/2014, per quanto riguarda la gestione effettuata dal sostituto d’imposta nell’anno di competenza 2017.
Le singole colonne del rigo SX47 vengono compilate adottando i seguenti criteri:

  • Nella colonna 1 del rigo SX47 viene riportato il credito residuo dell’anno precedente: quest’ultimo viene rilevato dalla colonna 5 del rigo SX47, sul modello 770/2017 (se presente in archivio).

  • Nella colonna 2 del rigo SX47 deve essere indicato il credito erogato “al lordo di quanto eventualmente recuperato”; a tale scopo, viene riportato il valore del tributo ‘1655’ rilevato nel periodo di competenza gennaio – dicembre 2017 e del tributo ‘1655 AP’ rilevato nel mese di gennaio 2018. Precisiamo che viene considerato esclusivamente l’importo a credito presente sui suddetti tributi, senza scalare l’importo a debito eventualmente presente sugli stessi tributi.

  • Nella colonna 3 del rigo SX47 deve essere indicato il valore del credito recuperato; di conseguenza, viene riportato il l’importo a debito presente sugli stessi tributi considerati per la colonna 2 (i tributi a debito possono figurare come ‘1655 DC’ e ‘1655 DP’). Precisiamo che gli stessi tributi a debito vengono riportati anche nella sezione ‘Erario’ del quadro ST: a tale riguardo, nelle specifiche tecniche del 770/2018 è precisato che la colonna 3 deve obbligatoriamente corrispondere al totale del tributo ‘1655’ a debito presente nel quadro ST.

  • Nella colonna 4 del rigo SX47 deve essere indicato il credito compensato entro il 16 marzo 2018: viene quindi rilevato il bonus relativo all’anno di competenza 2017 effettivamente compensato su F24 entro il mese di marzo 2018. Precisiamo che vengono considerate anche le compensazioni effettuata su un’eventuale scadenza compresa tra il 17/03/2018 ed il 31/03/2018, in quanto si tratterebbe di una scadenza “fittizia”, impostata sull’Archivio Tributi allo scopo di produrre deleghe F24 separate, ma riferite comunque alla scadenza del 16/03/2018. Precisiamo che, nella colonna 4, occorrerà aggiungere manualmente l’eventuale credito compensato esternamente alla gestione Paghe (a meno che le compensazioni “esterne” siano state gestite sull’Archivio Tributi).

  • In presenza di un credito residuo dell’anno precedente (riportato sulla colonna 1), nella colonna 4 viene riportato anche il credito di competenza degli anni precedenti al 2017, che è stato compensato su F24 nel periodo da aprile 2017 a marzo 2018. Anche in questo caso, occorrerà aggiungere l’eventuale credito degli anni precedenti compensato esternamente alla procedura Paghe (se non gestito sull’Archivio Tributi).

  • Nella colonna 5 del rigo SX47 viene riportato il valore del credito residuo, calcolato secondo la formula indicata nelle specifiche del modello 770: SX47 colonna 5 = SX47 (colonna 1 + colonna 2 – colonna 4).

Ricordiamo che il bonus effettivamente erogato dal sostituto, al netto di quello recuperato, si ottiene dalla differenza tra le colonne 2 e 3 del rigo SX47: tale valore corrisponde al totale della casella 392 delle CU (al netto dell’eventuale bonus erogato da altri sostituti presente nella casella 396). Il valore del bonus recuperato è invece riportato nella casella 394 della CU: il totale della casella 394 deve quindi corrispondere alla colonna 3 del rigo SX47.
Quest’anno, è possibile ottenere la suddetta corrispondenza tra i campi della CU e quelli del rigo SX47. A partire dal mese di giugno 2017, infatti, l’eventuale bonus recuperato viene versato direttamente sul tributo 1655 (a debito), senza effettuare alcuna compensazione “interna” con il bonus erogato (quindi a credito) nello stesso mese. Ricordiamo che, prima delle istruzioni relative al modello 770/2017, non era mai stata emanata alcuna disposizione in merito a tale modalità di gestione del bonus recuperato (a riguardo, vedere gli aggiornamenti di giugno 2017 Acred652 / Acred655).
Precisiamo che un’eventuale incongruenza, tra la casella 394 della CU e la colonna 3 del rigo SX47, potrebbe verificarsi soltanto se il bonus fosse stato recuperato nei mesi da gennaio a maggio 2017 (eventualità piuttosto improbabile). In tale situazione, l’incongruenza sarebbe comunque segnalata dalla stampa di controllo ‘CON770CU’ (Confronto con Certificazione Unica)

La procedura di generazione dei dati segnala, sulla stampa ‘err770.ST-SV-SX’, la presenza di importi negativi o altre eventuali incongruenze nei dati riportati sul quadro SX. E’ comunque opportuno effettuare i controlli previsti, tramite le stampe di controllo indicate al paragrafo Modello 770 / 2018 - Stampe di controllo.

Giugno 2018
(acred690)
MODELLO 770/2018 – STAMPE DI CONTROLLO

Dopo aver eseguito la procedura di Generazione da archivi Paghe, è possibile utilizzare la procedura ‘770/2018: Stampe di controllo’, per effettuare alcune verifiche sulla coerenza dei dati presenti nel modello 770.

Per tutte le stampe di controllo, l’anno di competenza da indicare sulla procedura è ‘2017’.

Ricordiamo che, al lancio della procedura, possono essere selezionate le ditte relative ad una singola zona.Da quest’anno è anche possibile selezionare le sole ditte abbinate all’utente che lancia la procedura: a tale scopo, il campo relativo alla selezione della zona è stato rinominato ‘Zona / Utente’ e, nella relativa finestra, è stata aggiunta la casella ‘Seleziona le sole ditte attribuite all’Utente’ (la modalità di selezione della zona è rimasta invariata).Ricordiamo che la zona viene rilevata dal servizio ‘Ditta – Azienda’, nella versione in vigore al 31/12 dell’anno di competenza. L’utente abbinato alla ditta viene invece rilevato dal servizio ‘Ditta – Abilitazione’ (se risulta attivo e compilato il campo ‘Utente per elaborazione’), sempre nella versione valida al 31/12 dell’anno di competenza.

CONFRONTO CON ARCHIVIO TRIBUTI

Sulla procedura ‘770/2018: Stampe di controllo’, selezionare ‘CON770TR’ nel campo ‘Programma da eseguire’.
L’anno di competenza da indicare sulla procedura è ‘2017’.

Il programma effettua diversi controlli di coerenza tra i dati riportati sui prospetti ST / SV / SX del modello 770/2018 ed i tributi fiscali (sia a debito che a credito) presenti sull’Archivio Tributi.

Per quanto riguarda i versamenti riportati sui prospetti ST / SV, il programma verifica la loro corrispondenza rispetto ai tributi a debito presenti sull’Archivio Tributi, in corrispondenza del tipo procedura ‘PG’ (Paghe). Vengono considerati tutti i tributi a debito presenti nel periodo di competenza gennaio – dicembre 2017, oltre ad eventuali tributi relativi al conguaglio fiscale dell’anno 2017 presenti nel mese di gennaio 2018.
Il controllo viene effettuato totalizzando i tributi per mese di scadenza: a tale scopo, il programma considera la data di versamento presente sui prospetti ST / SV e la data di scadenza presente sull’Archivio Tributi (per entrambe le date viene considerato soltanto l’anno ed il mese, escludendo il giorno).
Ai fini del controllo, i tributi regionali sono mantenuti distinti per regione (come nella sezione 2 del prospetto ST), mentre i tributi comunali sono totalizzati per codice tributo (come sul prospetto SV).
La procedura emette una segnalazione nel caso in cui il totale di un tributo, su un determinato mese di scadenza, riporti un valore diverso tra i prospetti ST / SV e l’Archivio Tributi. Precisiamo che tale segnalazione viene emessa anche in presenza del ravvedimento, indicando comunque quali sono i tributi soggetti a ravvedimento.

Per quanto riguarda i crediti presenti sul prospetto SX, viene verificata la coerenza tra i crediti “maturati” nell’anno 2017, riportati sui righi SX1 / SX2 / SX3 / SX37 / SX47, rispetto ai corrispondenti tributi a credito presenti sull’Archivio Tributi.
Anche in questo caso, viene considerato il tipo procedura ‘PG’ (Paghe) ed il periodo di competenza gennaio – dicembre 2017, oltre ad eventuali crediti relativi al conguaglio fiscale dell’anno 2017 presenti nel mese di gennaio 2018.
Relativamente ai righi SX1 / SX2 / SX3, vengono verificati i crediti relativi al conguaglio fiscale, ai rimborsi da 730, ai versamenti in eccesso (saldo a credito dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione del Tfr), alla detrazione per famiglie numerose ed al conguaglio dell’imposta sostitutiva sulle somme detassate.
In merito al rigo SX37 (credito da anticipo di tassazione sul Tfr), viene verificata la corrispondenza tra la colonna 4 ed il tributo ‘1250’ (a tale riguardo, vedere quando indicato al paragrafo Generazione prospetto SX).
Per quanto riguarda il rigo SX47 (bonus fiscale) viene verificata la corrispondenza tra la colonna 2 ed il tributo ‘1655’ a credito (bonus erogato al lordo di eventuali recuperi). Inoltre, viene verificata la corrispondenza tra la colonna 3 ed il tributo ‘1655’ a debito (bonus recuperato). Ricordiamo che, in presenza di recuperi del bonus effettuati nel periodo gennaio – maggio 2017, viene rilevata una discordanza (a tale riguardo, vedere quanto indicato al paragrafo Generazione prospetto SX).

Le stampe prodotte sono ‘contr-770-modF24’ (controllo versamenti) e ‘contr-770-crediti’ (controllo crediti).

CONFRONTO CON CERTIFICAZIONE UNICA

Sulla procedura ‘770/2018: Stampe di controllo’, selezionare ‘CON770CU’ nel campo ‘Programma da eseguire’.
L’anno di competenza da indicare sulla procedura è ‘2017’.

Il nuovo programma di controllo ‘CON770CU’ (da utilizzare in sostituzione di ‘CON770XY’), permette di verificare la corrispondenza dei tributi presenti sui quadri ST / SV e dei crediti presenti sul quadro SX, rispetto a tutte le ritenute ed i rimborsi presenti sulla Certificazione Unica: Irpef a tassazione ordinaria, Irpef a tassazione separata sul Tfr e sugli arretrati, addizionali regionali e comunali anno corrente (cessazioni) e anno precedente (rate), bonus fiscale erogato ed eventualmente recuperato, imposta sostitutiva somme detassate, somme a debito e a credito da 730, ritenute sui redditi da lavoro autonomo (associati in partecipazione, autonomi occasionali, altri soggetti gestiti esternamente alle Paghe).
Vengono riportate in stampa le somme che presentano una differenza tra la CU ed il 770. Inoltre, tramite un’apposita opzione, è possibile ottenere la stampa di tutte le somme presenti (comprese quelle che non presentano differenze).

Relativamente all’Irpef a tassazione ordinaria, alle addizionali regionale e comunale (anno corrente) ed al bonus fiscale, vengono scorporate le somme trattenute o rimborsate da altri sostituti, presenti nelle sezioni relative ai conguagli.

Per effettuare correttamente il controllo sull’Irpef e sulle addizionali dell’anno corrente, in presenza di crediti da conguaglio (rigo SX1, colonna 1) è necessario che siano disponibili le singole somme a credito riportate dalla procedura di generazione dei dati e visibili sulla finestra ‘Visualizzazione dettaglio crediti’ (paragrafo Gestione quadri - prospetto SX).

Anche per quanto riguarda i crediti da 730 (rigo SX2, colonna 1), per controllare le singole somme a credito è necessario fare riferimento ai valori riportati, dalla procedura di generazione dati, sulla finestra ‘Visualizzazione dettaglio crediti’. Nel caso in cui il dettaglio dei crediti non sia disponibile (ad esempio se il rigo SX2 è stato compilato manualmente), rimane possibile effettuare il controllo sul totale dei crediti da 730, abilitando un’apposita opzione.

Per quanto riguarda il bonus fiscale, viene verificato l’importo effettivamente erogato dal sostituto, controllando il totale del punto 392 della CU, al netto del punto 396 (altri sostituti), rispetto alla differenza tra le colonne 2 e 3 del rigo SX47. Viene verificato anche l’eventuale bonus recuperato, controllando il totale del punto 394 della CU, rispetto alla colonna 3 del rigo SX47 (in quest’ultimo caso, è possibile che sorga una differenza se il bonus è stato recuperato prima del mese di giugno 2017 – vedere quanto indicato al paragrafo Generazione prospetto SX).

Per generare la stampa secondo diverse modalità, sono disponibili le seguenti opzioni:

  • casella da barrare se si vuole effettuare il controllo sul totale dei rimborsi da 730, anziché sui singoli rimborsi;
  • casella da barrare se si vogliono riportare in stampa tutte le somme presenti, anziché soltanto le somme che presentano una differenza (vengono comunque segnalati i casi in cui risulta una “Differenza”).

La stampa prodotta è ‘contr-770-ritenute’, relativa alle somme sia a debito che a credito.

CONTROLLO CREDITI MATURATI E RESIDUI

Sulla procedura ‘770/2018: Stampe di controllo’, selezionare ‘STASX770’ nel campo ‘Programma da eseguire’.
L’anno di competenza da indicare sulla procedura è ‘2017’.

Il programma controlla i crediti residui dell’anno precedente, verificando la corrispondenza tra quanto indicato sui quadri SX relativi ai modelli 770/2018 e 770/2017 (a condizione che quest’ultimo sia presente in archivio), in merito ai crediti riportati sui righi SX4 e SX47. Vengono verificate anche alcune coerenze tra i crediti relativi all’anno 2017.

Viene prodotta una stampa relativa al rigo SX4, riportando i seguenti importi:

  • credito residuo dell’anno di competenza 2016, risultante dalla colonna 6 del modello 770/2017;
  • credito residuo dell’anno precedente, presente sulla colonna 1 del modello 770/2018;
  • altre importi presenti sul rigo SX4 del modello 770/2018: credito anno precedente utilizzato in F24 (colonna 2), credito da dichiarazione integrativa (colonna 3), credito risultante dell’anno di competenza 2017 (colonna 4) di cui da utilizzare in compensazione (colonna 5) o da chiedere a rimborso (colonna 6).

Nel caso in cui la colonna 6 del modello 770/2017 non coincida con la colonna 1 del modello 770/2018, viene riportata la segnalazione ‘Verificare credito residuo 2016’. Viene anche segnalata un’eventuale incongruenza sul credito residuo relativo all’anno 2017, nel caso in cui la colonna 4 non corrisponda alla somma delle colonne 5 e 6.

Inoltre, viene prodotta una stampa relativa al rigo SX47, riportando i seguenti importi:

  • credito residuo dell’anno di competenza 2016, risultante dalla colonna 5 del modello 770/2017;
  • credito residuo dell’anno precedente, presente sulla colonna 1 del modello 770/2018;
  • altri importi presenti sul rigo SX47 del modello 770/2018: credito maturato anno corrente (colonna 2), credito recuperato (colonna 3), credito utilizzato in F24 (colonna 4) e credito residuo (colonna 5).

Nel caso in cui la colonna 5 del modello 770/2017 non coincida con la colonna 1 del modello 770/2018, viene riportata la segnalazione ‘Differenza residuo 2016’. Viene anche segnalata un’eventuale incongruenza sul credito residuo relativo all’anno 2017, nel caso in cui la colonna 5 non corrisponda alla seguente somma: col. 1 + col. 2 – col. 4.
Infine, vengono segnalati i casi in cui il bonus recuperato (colonna 3) non corrisponde al totale del tributo ‘1655’ a debito presente sul quadro ST (sezione ‘Erario’). Come già precisato al paragrafo Generazione prospetto SX, tale condizione può verificarsi nel caso in cui il recupero del bonus sia stato effettuato nei mesi da gennaio a giugno 2017.

Le stampe prodotte sono ‘crediti-770-SX’ (rigo SX4) e ‘bonus-770-SX’ (rigo SX47).